Che cosa significa lo studio
Ricercatori canadesi hanno studiato 435 pazienti che dovevano sottoporsi a TAVI, una procedura per trattare problemi alle valvole del cuore. Hanno monitorato il battito cardiaco per 24 ore prima dell'intervento per cercare aritmie non diagnosticate, cioè alterazioni del ritmo del cuore che non erano state scoperte prima.
Quali aritmie sono state trovate
- 16,1% dei pazienti aveva aritmie nascoste.
- Le aritmie più comuni erano:
- fibrillazione atriale parossistica o tachicardia atriale (alterazioni del ritmo del cuore che partono dagli atri) in 28 pazienti;
- blocco atrioventricolare (BAV) avanzato o bradicardia grave (battito molto lento) in 24 pazienti;
- tachicardia ventricolare non sostenuta (battito veloce e irregolare che parte dai ventricoli) in 26 pazienti;
- blocco di branca sinistro intermittente (problema nella conduzione elettrica del cuore) in 3 pazienti.
Impatto delle aritmie sulla salute
- Quasi tutte le aritmie trovate prima della procedura non causavano sintomi evidenti.
- Inoltre, in 43% dei pazienti con aritmie è stato cambiato il trattamento per il cuore.
- Nei pazienti senza diagnosi precedente di fibrillazione o tachicardia atriale, la presenza di queste aritmie prima della TAVI è stata associata a un rischio più alto di eventi cerebrovascolari (problemi come ictus) nei 30 giorni dopo la procedura.
- Tra i pazienti che hanno sviluppato una nuova fibrillazione o tachicardia atriale dopo la TAVI, circa un terzo aveva già queste aritmie prima dell'intervento, ma non erano state diagnosticate.
- Tra coloro che hanno ricevuto un pacemaker dopo la procedura, circa un terzo aveva già prima un blocco atrioventricolare o una bradicardia grave.
- Infine, alcuni pazienti hanno sviluppato un blocco di branca sinistro completo dopo la TAVI, e in una parte di questi era già presente un blocco intermittente prima dell'intervento.
Perché è importante questo studio
Questi risultati mostrano che molte aritmie importanti possono rimanere nascoste prima della TAVI. Individuarle può aiutare i medici a modificare le terapie e a prevenire complicazioni dopo la procedura.
In conclusione
Un quinto dei pazienti candidati a TAVI presenta aritmie non diagnosticate che aumentano il rischio di problemi cerebrovascolari e di aritmie dopo l’intervento. Riconoscere queste aritmie prima della procedura è fondamentale per migliorare la sicurezza e la gestione terapeutica dei pazienti.