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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/04/2015 Lettura: ~2 min

Indicazioni dall’ECG per riconoscere le vie accessorie atriofascicolari

Fonte
Europace (2014) 16 (11):1610-1618.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come l'elettrocardiogramma (ECG) può aiutare a capire meglio alcune particolari vie elettriche del cuore, chiamate vie accessorie atriofascicolari. Queste vie possono influenzare il battito cardiaco e la scelta del trattamento. L'obiettivo è rendere più chiaro come si utilizza l'ECG in questi casi.

Che cosa sono le vie accessorie atriofascicolari?

Le vie accessorie atriofascicolari (AF) sono percorsi elettrici anomali nel cuore che collegano l'atrio (una delle camere superiori) direttamente al sistema di conduzione ventricolare, saltando il normale percorso. Queste vie possono causare un tipo di tachicardia, cioè un battito cardiaco troppo veloce.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato 45 pazienti, di cui 23 uomini, con un'età media di 27 anni. In totale sono state osservate 46 vie AF e 48 episodi di tachicardia antidromica (un tipo di battito veloce che coinvolge queste vie anomale).

Come è stato valutato l'ECG

L'ECG a 12 derivazioni è stato registrato durante la tachicardia. Sono stati analizzati due aspetti principali:

  • Il sito di ablazione: il punto del cuore dove si interviene per bloccare la via anomala, descritto come una posizione oraria intorno all'anello della valvola tricuspide (una struttura del cuore).
  • L'asse del QRS: un parametro dell'ECG che indica la direzione generale dell'attività elettrica ventricolare, classificato in tre tipi: normale, orizzontale e superiore.

Risultati principali

  • Non è stata trovata una relazione tra l'asse del QRS e il punto esatto in cui intervenire per bloccare la via anomala.
  • Il complesso QRS (la parte dell’ECG che rappresenta l’attivazione dei ventricoli) era più stretto (cioè durava meno tempo) nei pazienti con asse normale rispetto a quelli con asse orizzontale o deviato a sinistra.
  • L'intervallo V-H (un altro parametro elettrico che misura il tempo di conduzione nel cuore) era più breve nei pazienti con asse normale.

Cosa significa tutto questo?

In pratica, l’ECG durante la tachicardia con massima pre-eccitazione non permette di prevedere con precisione il punto esatto dove effettuare l’ablazione per bloccare le vie accessorie atriofascicolari. Quindi, l’ECG da solo non è sufficiente per guidare l’intervento in questi casi.

In conclusione

L’elettrocardiogramma a 12 derivazioni, registrato durante la tachicardia causata dalle vie accessorie atriofascicolari, non consente di identificare con certezza il sito migliore per l’ablazione. Questo significa che per trattare efficacemente queste vie anomale è necessario utilizzare altri metodi diagnostici oltre all’ECG.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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