Che cosa è stato studiato
Durante un intervento chirurgico non cardiaco, il sistema nervoso simpatico, che controlla la risposta allo stress, si attiva molto. Questo può aumentare il rischio di problemi al cuore, come l'infarto. La clonidina, somministrata a basse dosi, può ridurre questa attivazione e quindi potrebbe teoricamente prevenire infarti o decessi legati all'intervento.
Per capire se questo fosse vero, è stato condotto uno studio clinico controllato su oltre 10.000 pazienti in 135 centri di 23 paesi. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto clonidina e l'altro un placebo (una sostanza senza effetto), prima e per 3 giorni dopo l'intervento.
Risultati principali
- La clonidina non ha ridotto il numero di decessi o infarti non fatali entro 30 giorni dall'intervento rispetto al placebo.
- Nel gruppo con clonidina, il 6,6% ha avuto un infarto, mentre nel gruppo placebo il 5,9%; questa differenza non è risultata significativa.
- Un numero maggiore di pazienti trattati con clonidina ha sviluppato ipotensione (pressione sanguigna troppo bassa) che era clinicamente importante (47,6% contro 37,1%).
- Il trattamento con clonidina è stato associato a un aumento degli arresti cardiaci non fatali rispetto al placebo (0,3% contro 0,1%).
Cosa significa tutto questo
La clonidina a basse dosi non ha dimostrato di proteggere il cuore durante e dopo interventi chirurgici non cardiaci. Al contrario, può causare effetti collaterali come pressione bassa significativa e aumentare il rischio di problemi cardiaci gravi.
In conclusione
La somministrazione di clonidina a basse dosi in pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca non riduce il rischio di morte o infarto. Inoltre, può aumentare il rischio di pressione bassa importante e arresto cardiaco non fatale. Questi risultati aiutano a capire meglio come usare questo farmaco in sicurezza durante gli interventi chirurgici.