Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno confrontato due durate della doppia terapia antiaggregante, che consiste nell'assunzione di due farmaci per prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Hanno valutato pazienti con stent coronarico, dispositivi inseriti per mantenere aperte le arterie del cuore, distinguendo tra chi aveva avuto un infarto miocardico acuto (IMA) e chi aveva una cardiopatia ischemica stabile.
Chi ha partecipato allo studio
- 11.648 pazienti con stent coronarico
- Il 30,7% aveva avuto un infarto miocardico acuto
- La maggior parte aveva stent medicati, una minoranza stent metallici
I risultati principali
Proseguire la doppia terapia antiaggregante da 12 a 30 mesi ha portato a:
- Riduzione della trombosi dello stent, cioè la formazione di coaguli nel punto dove è stato impiantato lo stent, sia nei pazienti con infarto sia in quelli senza.
- Diminuzione degli eventi cardiovascolari e cerebrovascolari gravi (come nuovi infarti o ictus), con un beneficio più evidente nei pazienti che avevano avuto un infarto.
- Riduzione della comparsa di nuovi infarti in entrambi i gruppi.
Effetti collaterali
Prolungare la terapia ha aumentato il rischio di sanguinamenti, un effetto noto di questi farmaci, sia nei pazienti con infarto sia in quelli senza.
In conclusione
Proseguire la doppia terapia antiaggregante fino a 30 mesi dopo l'impianto di uno stent coronarico può ridurre il rischio di coaguli e nuovi infarti, migliorando la protezione sia nei pazienti con infarto sia in quelli con malattia cardiaca stabile. Tuttavia, questo beneficio va bilanciato con un aumento del rischio di sanguinamenti, che deve essere valutato insieme al medico.