Che cosa significa avere una cardiopatia in gravidanza
La gravidanza comporta cambiamenti importanti nel corpo della donna, soprattutto nel cuore e nella circolazione del sangue. Questi cambiamenti possono rendere più difficile la gestione di malattie cardiache già presenti o causare problemi nuovi legati alla gravidanza stessa.
Modifiche del cuore e della circolazione durante la gravidanza
- Il volume del sangue aumenta fino al 50% nel secondo trimestre, per fornire più ossigeno al bambino.
- Le resistenze dei vasi sanguigni si riducono grazie alla placenta, facilitando il lavoro del cuore.
- La frequenza del battito cardiaco aumenta del 15-20% nel terzo trimestre.
- Nel complesso, il cuore pompa più sangue, con un aumento della gittata cardiaca del 30-50%.
- Durante il travaglio e il parto, il cuore deve adattarsi a variazioni rapide, con un aumento temporaneo del volume di sangue circolante.
- In alcune donne con problemi cardiaci, questi cambiamenti possono causare complicazioni come l'edema polmonare (accumulo di liquido nei polmoni).
Patologie cardiovascolari in gravidanza
Le malattie del cuore nelle donne in gravidanza sono rare, presenti in circa lo 0,5-4% dei casi nei paesi sviluppati. Tuttavia, rappresentano una causa importante di problemi seri durante la gravidanza e il parto.
Alcuni fattori aumentano il rischio di complicazioni, come:
- Storia di problemi cardiaci gravi (scompenso, ictus, aritmie).
- Classi di gravità della malattia (NYHA III o IV).
- Presenza di cianosi (colorazione bluastra della pelle per mancanza di ossigeno).
- Problemi alle valvole del cuore o ridotta funzione del ventricolo sinistro.
Il rischio di eventi cardiaci durante la gravidanza può variare dal 5% nelle donne senza fattori di rischio fino al 75% in quelle con più fattori.
La misurazione di un marcatore nel sangue chiamato BNP può aiutare a prevedere il rischio, con valori bassi che indicano un basso rischio.
Tipi di cardiomiopatie e loro impatto
- Cardiomiopatia dilatativa: può peggiorare durante la gravidanza, soprattutto se la funzione del cuore è già compromessa. In alcuni casi può svilupparsi proprio in gravidanza (cardiomiopatia peripartum), con un decorso spesso favorevole ma talvolta grave.
- Cardiomiopatia ipertrofica: è importante perché può essere trasmessa al bambino e può aumentare il rischio in gravidanza, soprattutto se ci sono sintomi gravi o ostruzioni al flusso del sangue.
Farmaci e terapie durante la gravidanza
Alcuni farmaci per il cuore sono sicuri in gravidanza, altri no. Ad esempio:
- ACE inibitori e bloccanti dei recettori dell’angiotensina: sono controindicati perché possono danneggiare il feto.
- Beta bloccanti: generalmente sicuri, anche se possono ridurre leggermente il peso del bambino alla nascita. Sono preferiti quelli che agiscono principalmente sul cuore (beta 1 selettivi).
- Diuretici: possono essere usati solo se necessari, per evitare di ridurre troppo il volume di sangue e quindi l’ossigenazione del bambino.
- Anticoagulanti: sono importanti perché la gravidanza aumenta il rischio di trombi (coaguli). L’eparina è sicura, mentre il warfarin è controindicato.
- Altri farmaci: come la digossina e la nitroglicerina possono essere utilizzati con attenzione.
Parto e anestesia nelle donne con cardiopatia
- Il parto naturale è generalmente preferibile perché il cesareo comporta più rischi, come maggior perdita di sangue e infezioni.
- È possibile programmare l’induzione del travaglio per controllare meglio la situazione.
- La manovra di Valsalva (spingere con forza) va evitata se ci sono problemi cardiaci gravi.
- L’anestesia epidurale è preferita perché riduce dolore e ansia, aiutando a mantenere stabile la pressione sanguigna.
- L’anestesia generale è da evitare per i suoi effetti sul cuore e la pressione.
Dati dal registro ROPAC
Il registro ROPAC raccoglie informazioni su donne con malattie cardiache in gravidanza da molti paesi europei. I dati mostrano che:
- Circa un terzo delle donne ha usato farmaci per il cuore durante la gravidanza.
- L’uso di ACE inibitori è associato a un aumento delle anomalie fetali.
- L’uso di beta bloccanti può essere legato a un leggero calo del peso del neonato, ma non è confermato da tutti gli studi.
- Le donne che assumono farmaci sono spesso quelle con problemi cardiaci più gravi, quindi i rischi vanno valutati caso per caso.
In conclusione
La gravidanza in donne con malattie cardiache richiede molta attenzione e controlli regolari. Anche se alcuni farmaci possono avere effetti sul bambino, è spesso più pericoloso non curare la mamma. I farmaci più usati, come i beta bloccanti, sono generalmente sicuri, mentre altri, come gli ACE inibitori, devono essere evitati. Il trattamento va sempre personalizzato per bilanciare la salute della mamma e del bambino, con il supporto di specialisti esperti.