Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha analizzato un gruppo di oltre 18.000 pazienti, concentrandosi in particolare su 2.279 persone che hanno preso almeno una volta farmaci antiinfiammatori non steroidei durante il periodo di osservazione.
Questi pazienti erano spesso donne, avevano più problemi alle valvole del cuore e meno casi di insufficienza cardiaca, una condizione che di solito sconsiglia l’uso di questi farmaci.
Cosa è stato osservato
- I pazienti che assumevano sia anticoagulanti orali che antiinfiammatori non steroidei avevano un rischio più alto di essere ricoverati in ospedale.
- In particolare, si sono verificati più casi di sanguinamenti importanti, alcuni dei quali potevano essere pericolosi per la vita o coinvolgere lo stomaco e l’intestino.
- Questa combinazione di farmaci non sembrava invece aumentare il rischio di morte, di ictus o di infarto.
- Il rischio di sanguinamento era più basso in chi assumeva una dose minore di dabigatran (110 mg), un tipo di anticoagulante orale.
Considerazioni finali degli esperti
Gli autori dello studio sottolineano che anche con i nuovi anticoagulanti orali, come il dabigatran, l’uso contemporaneo di antiinfiammatori non steroidei aumenta il rischio di sanguinamenti importanti, come già noto con il farmaco warfarin.
Per questo motivo, la decisione di usare insieme questi farmaci deve essere presa con molta attenzione, valutando bene i benefici e i possibili rischi per ogni persona.
In conclusione
La combinazione di anticoagulanti orali e antiinfiammatori non steroidei può aumentare il rischio di sanguinamenti importanti e ricoveri ospedalieri. È importante che questa associazione venga usata solo dopo una valutazione attenta del rapporto tra benefici e rischi.