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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/12/2015 Lettura: ~2 min

Cardioprotezione in oncologia: a che punto siamo?

Fonte
Nicola Maurea, Direttore Struttura Complessa di Cardiologia, I.N.T. Fondazione Pascale - Napoli, Presidente Nazionale Associazione Italiana di Cardio-Oncologia (AICO)

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La cura del cancro al seno è sempre più efficace, ma alcuni trattamenti possono influire sul cuore. È importante capire come proteggere il cuore durante e dopo la terapia oncologica. Negli ultimi anni, la collaborazione tra cardiologi e oncologi ha portato a nuove scoperte per prevenire i danni cardiaci legati ai trattamenti antitumorali.

Che cosa significa cardioprotezione in oncologia

Le donne che affrontano un tumore al seno spesso ricevono farmaci come le antracicline e terapie biologiche, che possono danneggiare il cuore. Uno studio su 1.807 donne sopravvissute al cancro ha mostrato che, dopo 7 anni, il 33% è deceduto per problemi cardiaci e il 51% per recidiva del tumore. Questo evidenzia quanto sia importante proteggere il cuore durante la cura del cancro.

Perché è importante la prevenzione primaria

La prevenzione primaria significa usare farmaci per proteggere il cuore fin dall'inizio della terapia antitumorale, prima che si manifestino danni. La comunità scientifica sta cercando farmaci che possano essere somministrati precocemente per ridurre il rischio di problemi cardiaci.

Nuove ricerche e farmaci promettenti

  • Ranolazina: un farmaco studiato per prevenire la riduzione della funzione del ventricolo sinistro del cuore durante e dopo il trattamento con antracicline o trastuzumab.
  • Acido folico: studi sperimentali suggeriscono che potrebbe aiutare a ridurre i danni al cuore causati dalle antracicline.

Lo studio PRADA

Lo studio PRADA è uno dei più importanti per capire come prevenire i problemi cardiaci nelle donne con tumore al seno. Ha coinvolto 120 pazienti con tumore in fase iniziale, trattate con antracicline e altri farmaci. Le partecipanti sono state divise in gruppi che hanno ricevuto:

  • Candesartan: un farmaco che agisce sui vasi sanguigni e può proteggere il cuore.
  • Metoprololo: un beta-bloccante usato per alcune malattie cardiache.
  • Placebo: un trattamento senza principio attivo, usato per confronto.

La funzione cardiaca è stata valutata con la risonanza magnetica cardiaca, un esame molto preciso. I risultati hanno mostrato che il gruppo che ha assunto candesartan ha avuto una riduzione minore della funzione cardiaca rispetto al gruppo placebo. Il metoprololo, invece, non ha mostrato benefici significativi.

Importanza della collaborazione tra cardiologi e oncologi

Il crescente interesse per la cardioprotezione ha portato a incontri internazionali, come il workshop di Napoli, dove esperti discutono di come gestire i problemi cardiaci nei pazienti oncologici. Questi pazienti possono avere anche altre malattie del cuore, come l'ipertensione o aritmie, che richiedono un approccio specifico e coordinato.

In conclusione

La protezione del cuore durante la cura del cancro al seno è fondamentale per migliorare la qualità e la durata della vita delle pazienti. Nuovi farmaci come il candesartan mostrano promettenti risultati nel prevenire danni cardiaci. La collaborazione tra cardiologi e oncologi è essenziale per offrire cure più sicure e personalizzate.

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