Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha confrontato la sicurezza degli interventi chirurgici non cardiaci in due gruppi di bambini: quelli con cardiopatia congenita (cioè un problema al cuore presente dalla nascita) e quelli senza questo problema.
Hanno analizzato i dati di oltre 51.000 bambini operati nel 2012, di cui circa 4.500 avevano una cardiopatia congenita.
Come sono stati divisi i bambini con cardiopatia congenita
- Cardiopatia congenita minore: problemi al cuore meno gravi;
- Cardiopatia congenita maggiore: problemi al cuore più importanti;
- Cardiopatia congenita severa: problemi al cuore molto gravi.
Risultati principali
- I bambini con cardiopatia congenita maggiore o severa avevano un rischio più alto di morire dopo l’intervento rispetto ai bambini senza problemi al cuore.
- In particolare, la mortalità era del 3,9% nei bambini con cardiopatia maggiore e dell’8,2% in quelli con cardiopatia severa, contro l’1,7% e l’1,2% dei bambini senza cardiopatia.
- Non c’erano differenze significative tra i bambini con cardiopatia minore e quelli senza cardiopatia.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati mostrano che i bambini con problemi al cuore più seri hanno un rischio maggiore quando devono affrontare un intervento chirurgico non cardiaco. Per questo motivo, è importante sviluppare modi migliori per prepararli e curarli, coinvolgendo diversi specialisti che lavorino insieme per prendersi cura di loro.
In conclusione
I bambini con cardiopatia congenita grave o maggiore affrontano un rischio più elevato di complicazioni e mortalità dopo interventi chirurgici non legati al cuore rispetto a quelli senza questi problemi. Non si osservano invece rischi aumentati nei bambini con cardiopatia minore. Sono necessari ulteriori studi per migliorare le cure e la gestione di questi bambini ad alto rischio, con l’obiettivo di garantire loro la migliore assistenza possibile.