Che cosa hanno studiato i ricercatori
Un gruppo di ricercatori della New York University ha voluto capire come sono cambiati nel tempo gli eventi gravi legati al cuore e al cervello nei pazienti che si sottopongono a grandi interventi chirurgici non cardiaci. Questi eventi includono:
- Morte per qualsiasi causa
- Infarto miocardico acuto (un attacco di cuore)
- Ictus ischemico acuto (un blocco del flusso di sangue al cervello)
Hanno usato dati raccolti negli ospedali degli Stati Uniti dal 2004 al 2013, analizzando oltre 10 milioni di ricoveri per interventi chirurgici importanti.
Principali risultati
- In totale, il 3,0% dei pazienti ha avuto uno di questi eventi gravi durante il ricovero.
- Gli eventi erano più frequenti in chi faceva chirurgia vascolare (7,7%), toracica (6,5%) o trapianti (6,3%).
- Nel periodo studiato, la percentuale di questi eventi è diminuita dal 3,1% al 2,6%, grazie a una riduzione della mortalità e degli infarti.
- Tuttavia, l'incidenza di ictus ischemico è aumentata, passando dallo 0,52% nel 2004 allo 0,77% nel 2013.
Cosa significa questo
Nonostante i progressi nel ridurre la morte e gli infarti dopo chirurgia non cardiaca, l'aumento degli ictus ischemici indica che c'è ancora bisogno di migliorare la prevenzione e la gestione di questo rischio specifico durante il periodo perioperatorio (cioè intorno al momento dell'intervento).
In conclusione
Lo studio mostra che, negli Stati Uniti, dal 2004 al 2013, la mortalità e gli infarti dopo grandi interventi chirurgici non cardiaci sono diminuiti, ma l'incidenza di ictus ischemico è aumentata. Questo dato evidenzia l'importanza di continuare a monitorare e prevenire gli eventi cerebrovascolari nei pazienti sottoposti a chirurgia.