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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/02/2023 Lettura: ~3 min

Gli esiti a lungo termine nei pazienti con danno al cuore dopo chirurgia non cardiaca

Fonte
Puelacher et al, European Heart Journal, 2023, DOI: 10.1093/eurheartj/ehac798.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il danno al cuore che può verificarsi durante o subito dopo un intervento chirurgico non cardiaco è un problema frequente e importante. Capire le cause e le conseguenze a lungo termine di questo danno è fondamentale per migliorare la cura dei pazienti. Qui spieghiamo i risultati di uno studio recente che ha analizzato questi aspetti in modo chiaro e approfondito.

Che cos'è il danno miocardico perioperatorio (PMI)?

Il danno miocardico perioperatorio è un problema che riguarda il cuore e si verifica durante o poco dopo un intervento chirurgico che non coinvolge direttamente il cuore. Questo danno può manifestarsi come un infarto o una lesione del muscolo cardiaco.

Come è stato studiato il problema?

Un recente studio ha seguito oltre 7.700 pazienti adulti (tra i 45 e i 98 anni) sottoposti a interventi chirurgici importanti non cardiaci. Tra questi, circa il 13% ha sviluppato un danno al cuore (PMI).

Lo studio ha classificato le cause del danno in due gruppi principali:

  • Cause extra-cardiache: problemi non direttamente legati al cuore, come infezioni gravi (sepsi) o embolia polmonare (blocco di un vaso nei polmoni).
  • Cause cardiache: problemi legati direttamente al cuore, suddivisi in:
  • Infarto del miocardio di tipo 1 (T1MI): un vero e proprio infarto causato da un blocco nelle arterie del cuore.
  • Tachiaritmia: battito cardiaco troppo veloce o irregolare.
  • Insufficienza cardiaca acuta (AHF): il cuore non riesce a pompare bene il sangue in modo improvviso.
  • Infarto del miocardio di tipo 2 (T2MI): danno al cuore causato da uno squilibrio tra il bisogno di ossigeno del cuore e la sua disponibilità, senza un vero blocco nelle arterie.

Quali sono stati i risultati a un anno?

Lo studio ha seguito i pazienti per un anno dopo l'intervento per vedere quanti hanno avuto eventi cardiaci seri o sono deceduti. Gli eventi cardiaci considerati includevano:

  • Infarto miocardico acuto
  • Insufficienza cardiaca acuta
  • Aritmie pericolose per la vita
  • Morte per cause cardiovascolari

Questi sono i dati principali:

  • Tra i pazienti con danno al cuore, la percentuale di eventi cardiaci seri variava dal 25% al 64%, a seconda della causa.
  • La mortalità entro un anno variava dal 17% al 49% nei diversi gruppi con danno cardiaco.
  • Nei pazienti senza danno al cuore, gli eventi cardiaci e la mortalità erano molto più bassi (7% e 9% rispettivamente).

Perché questi risultati sono importanti?

I dati mostrano che il danno al cuore dopo un intervento chirurgico non cardiaco è associato a un rischio molto più alto di problemi seri e di morte entro un anno. Questo rischio varia a seconda del tipo di danno e della sua causa.

Questi risultati evidenziano la necessità di migliorare il modo in cui si riconosce e si tratta questo problema per proteggere meglio i pazienti.

In conclusione

Il danno al cuore che può verificarsi durante o dopo un intervento chirurgico non cardiaco è un problema comune e grave. Le cause possono essere diverse, e il rischio di complicazioni e morte entro un anno è molto alto in questi pazienti. È importante continuare a studiare e sviluppare trattamenti migliori per ridurre questi rischi e migliorare la salute a lungo termine dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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