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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/04/2016 Lettura: ~2 min

Studio SAPIEN 3: migliori risultati a un anno per pazienti a rischio intermedio trattati con TAVI rispetto alla chirurgia

Fonte
American College of Cardiology (ACC) 2016 Scientific Sessions.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due modi diversi di trattare una malattia del cuore chiamata stenosi aortica in pazienti con un rischio di complicazioni moderato. I risultati mostrano che una procedura meno invasiva, chiamata TAVI, con una valvola di ultima generazione, può offrire una prognosi migliore dopo un anno rispetto alla chirurgia tradizionale. Qui spieghiamo in modo semplice cosa è stato osservato e cosa significa per i pazienti.

Che cos'è la TAVI e a chi si rivolge

La TAVI (sostituzione della valvola aortica tramite catetere) è una procedura meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale per sostituire la valvola aortica del cuore. Attualmente è approvata per pazienti con stenosi aortica grave che non possono sottoporsi a un intervento chirurgico aperto o che hanno un alto rischio durante l'operazione.

Dettagli dello studio SAPIEN 3

Lo studio ha coinvolto oltre 1.000 pazienti con un'età media di circa 82 anni, considerati a rischio intermedio per la chirurgia, cioè con un rischio né basso né molto alto di complicazioni. Questi pazienti sono stati trattati in 51 ospedali negli Stati Uniti con la procedura TAVI utilizzando la valvola SAPIEN 3, una valvola di ultima generazione.

Risultati principali dopo un anno

Lo studio ha valutato un insieme di eventi importanti chiamato end point primario, che comprende:

  • morte per qualsiasi causa,
  • ictus (un problema al cervello causato da mancanza di sangue),
  • insufficienza aortica moderata o grave (quando la valvola non chiude bene e il sangue torna indietro).

I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con TAVI hanno avuto il 9,2% in meno di questi eventi rispetto a quelli sottoposti a chirurgia tradizionale.

Altri risultati importanti

  • Mortalità: è stata più bassa nel gruppo TAVI (7,4%) rispetto al gruppo chirurgia (13%).
  • Ictus disabilitante: meno frequente nei pazienti TAVI (4,6%) rispetto a quelli chirurgici (8,2%).
  • Insufficienza aortica moderata o grave: leggermente più frequente nel gruppo TAVI (1,5%) rispetto alla chirurgia (0,4%).
  • Pacemaker: i pazienti trattati con TAVI hanno avuto un bisogno leggermente maggiore di pacemaker, un dispositivo che aiuta il cuore a battere regolarmente.

In conclusione

Lo studio SAPIEN 3 mostra che, per pazienti con rischio intermedio, la procedura TAVI con valvola di ultima generazione può offrire un miglioramento della sopravvivenza e una riduzione degli ictus rispetto alla chirurgia tradizionale dopo un anno. Tuttavia, la chirurgia è risultata leggermente migliore nel prevenire l'insufficienza della valvola e ha un minore bisogno di pacemaker. Questi dati aiutano i medici a scegliere il trattamento più adatto per ogni paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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