Che cosa è stato studiato
Uno studio ha osservato 234 pazienti ricoverati nel 2013 con una nuova diagnosi di fibrillazione atriale (FA). Questi pazienti avevano un punteggio medio CHA2DS2-VASc di 3,8, che indica un rischio abbastanza alto di ictus. Il 86% di loro aveva un punteggio pari o superiore a 2, il valore che suggerisce la necessità di una terapia anticoagulante.
Come è stata usata la terapia anticoagulante
Dei 179 pazienti considerati adatti alla terapia anticoagulante orale (TAO), solo 115 hanno effettivamente ricevuto questa cura. Di questi, 56 pazienti (49%) hanno iniziato la terapia durante il ricovero in ospedale, mentre 59 (51%) sono stati indirizzati a iniziare la terapia dopo la dimissione, cioè in ambulatorio.
Nel gruppo ambulatoriale, solo 41 pazienti (69%) hanno effettivamente iniziato la terapia anticoagulante.
Risultati durante il periodo di controllo
Durante un periodo medio di circa 6 mesi (194 giorni), nel gruppo che doveva iniziare la terapia in ambulatorio si sono verificati due casi di ictus. Questi due pazienti erano stati indicati per la terapia anticoagulante, ma non l'avevano mai iniziata.
Nel gruppo che ha iniziato la terapia durante il ricovero, invece, non si sono verificati episodi di ictus.
Considerazioni importanti
- Solo l'82% dei pazienti con nuova diagnosi di fibrillazione atriale e rischio elevato di ictus sono stati valutati per iniziare la terapia anticoagulante.
- Un numero ancora più basso ha effettivamente ricevuto la terapia.
- Iniziare la terapia anticoagulante durante il ricovero sembra essere associato a una riduzione degli eventi di ictus rispetto all'inizio in ambulatorio.
In conclusione
La terapia anticoagulante orale è importante per ridurre il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia, non tutti i pazienti che potrebbero beneficiarne la ricevono o la iniziano tempestivamente. Iniziare la terapia durante il ricovero può aiutare a prevenire eventi gravi come l'ictus.