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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/11/2016 Lettura: ~2 min

Incidenza di aritmie nei pazienti con defibrillatori impiantabili (ICD): il Registro UMBRELLA

Fonte
Adolfo Fontenla - Oxford University Press Journals - DOI: http://dx.doi.org.offcampus.dam.unito.it/10.1093/europace/euv393 - 1726-1734.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio importante che ha valutato la frequenza delle aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco, in pazienti con defibrillatori impiantabili moderni. Questi dispositivi aiutano a prevenire la morte improvvisa in persone a rischio. I risultati sono utili per capire meglio come funzionano oggi questi apparecchi e quali sono i rischi associati.

Che cosa sono gli ICD e perché sono importanti

I defibrillatori impiantabili (ICD) sono dispositivi medici inseriti nel corpo per prevenire la morte improvvisa causata da problemi gravi del ritmo cardiaco. Sono stati studiati a lungo e si è dimostrato che possono salvare la vita sia in persone che hanno già avuto episodi pericolosi (prevenzione secondaria) sia in quelle a rischio ma senza eventi precedenti (prevenzione primaria).

Lo studio UMBRELLA

Il Registro UMBRELLA è uno studio osservazionale che ha raccolto dati su oltre 1500 pazienti con ICD di ultima generazione. Tutti i pazienti sono stati seguiti con un sistema di monitoraggio remoto, che permette di controllare a distanza il funzionamento del dispositivo e gli episodi di aritmia.

Principali risultati

  • Su 1514 pazienti, 605 (circa il 40%) hanno avuto episodi di aritmie durante un periodo medio di circa 2 anni.
  • In totale sono stati registrati 5951 episodi, di cui oltre la metà (56,3%) erano aritmie ventricolari sostenute, cioè alterazioni del ritmo che coinvolgono la parte inferiore del cuore e possono essere pericolose.
  • Il 13,2% di queste aritmie si è risolto da solo senza bisogno di intervento.
  • Gli shock erogati dal dispositivo, che servono a correggere il ritmo, sono stati appropriati (cioè necessari) nell'11,6% dei pazienti e inappropriati (non necessari) nel 5%.
  • L'incidenza di aritmie ventricolari sostenute a 3 anni era del 25% nei pazienti con ICD per prevenzione primaria e del 41% in quelli con ICD per prevenzione secondaria.
  • Alcuni fattori aumentavano il rischio di aritmie, come essere di sesso maschile, avere l'ICD per prevenzione secondaria e avere la fibrillazione atriale come ritmo cardiaco di base.

Cosa significa tutto questo

Questi dati mostrano che nei pazienti con ICD moderni il numero di shock, sia quelli necessari che quelli non necessari, è relativamente basso. Inoltre, il rischio di aritmie gravi nei pazienti che hanno già avuto eventi (prevenzione secondaria) è inferiore rispetto a quanto riportato in studi precedenti.

In conclusione

Lo studio UMBRELLA conferma che i defibrillatori impiantabili di nuova generazione sono efficaci e sicuri nel prevenire aritmie pericolose. Il monitoraggio remoto permette di seguire bene i pazienti e di intervenire quando serve, mantenendo basso il numero di shock non necessari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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