Che cosa sono le tachicardie sopraventricolari (SVT)
Le tachicardie sopraventricolari sono un tipo di battito cardiaco troppo rapido che origina nelle parti superiori del cuore. Queste aritmie sono comuni negli adulti con cardiopatie congenite, cioè difetti del cuore presenti fin dalla nascita.
Lo studio e i pazienti coinvolti
Uno studio ha analizzato 7.171 pazienti adulti con cardiopatie congenite, di cui 92 hanno avuto il loro primo episodio di SVT. L'età media era di 51 anni e la maggioranza erano donne. Le aritmie più frequenti erano la fibrillazione atriale e il flutter atriale, che insieme rappresentavano oltre l'80% dei casi. Molti pazienti avevano difetti nelle pareti del cuore (difetti settali) o problemi al cuore sinistro.
Come sono stati trattati i pazienti
Per fermare l'aritmia, si è usata la cardioversione, una procedura che riporta il cuore a un ritmo normale chiamato ritmo sinusale. Dopo questo trattamento, 83 pazienti sono stati messi in terapia con farmaci antiaritmici per prevenire nuovi episodi.
Risultati dopo il trattamento con farmaci antiaritmici
Dopo circa 2 anni e mezzo di controllo, meno della metà dei pazienti (45%) non ha avuto nuove aritmie. I farmaci di classe III (principalmente sotalolo e amiodarone) si sono dimostrati più efficaci nel prevenire il ritorno delle tachicardie rispetto ad altri farmaci.
Effetti collaterali
Circa il 22% dei pazienti ha avuto effetti indesiderati, soprattutto chi assumeva amiodarone. Il sotalolo è risultato più sicuro, con meno effetti avversi.
In conclusione
Nei pazienti adulti con cardiopatie congenite che hanno avuto un primo episodio di tachicardia sopraventricolare, i farmaci antiaritmici di classe III aiutano meglio a mantenere un ritmo cardiaco normale dopo la cardioversione. Tra questi, il sotalolo è preferibile perché è efficace e ha meno effetti collaterali rispetto all'amiodarone.