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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/04/2017 Lettura: ~5 min

I sistemi di mappaggio elettrofisiologico cardiaco ad alta risoluzione nell’ablazione di tachiaritmie atriali e ventricolari

Fonte
Claudio Pandozi, Ospedale San Filippo Neri - Roma, con riferimenti bibliografici da Delise P (2008) a Mantziari L et al. (2015) e altri studi scientifici elencati nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Pandozi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Il mappaggio elettrofisiologico cardiaco è una tecnica importante per capire come si sviluppano le aritmie cardiache e per individuare le aree da trattare con l’ablazione. Grazie a sistemi avanzati, è possibile creare mappe dettagliate dell’attività elettrica del cuore, migliorando la precisione e l’efficacia delle procedure. In questo testo spiegheremo in modo semplice come funzionano questi sistemi e quali vantaggi offrono.

Che cos’è il mappaggio elettrofisiologico cardiaco

Il mappaggio è una tecnica che permette di analizzare l’attività elettrica del cuore in diverse sue parti, come gli atri o i ventricoli, per capire dove si originano le aritmie. Più punti vengono analizzati, più la mappa sarà precisa e utile. In pratica, si registrano i segnali elettrici provenienti dal cuore tramite speciali cateteri e si elaborano con computer per creare una rappresentazione dell’attività elettrica.

Mappaggio convenzionale

Questo metodo utilizza cateteri con elettrodi che toccano direttamente le pareti del cuore per registrare i segnali elettrici, chiamati elettrogrammi. Ogni punto di contatto fornisce un segnale che descrive l’attività elettrica in quel punto. Tuttavia, la quantità di punti che si possono analizzare in poco tempo è limitata, e la precisione dipende dal contatto tra elettrodo e tessuto cardiaco.

  • Si usano cateteri con 2-20 elettrodi, a volte fino a 64.
  • La qualità del segnale dipende dalla posizione e dal contatto dell’elettrodo con il cuore.
  • È più adatto per aritmie semplici o per aree ben definite.

Per aritmie complesse, come la fibrillazione atriale o tachicardie ventricolari, questo metodo può essere meno efficace perché richiede molto tempo e non offre una rappresentazione tridimensionale dettagliata.

Mappaggio elettroanatomico (EAM)

Introdotto negli anni ’90, questo sistema crea una mappa tridimensionale virtuale del cuore, combinando la posizione dei cateteri con i segnali elettrici registrati. Questo permette di vedere in tempo reale dove si trovano le aree di interesse e di analizzare meglio il tessuto cardiaco.

  • Permette di distinguere zone sane da cicatrici o tessuti danneggiati.
  • Visualizza i cateteri all’interno della mappa tridimensionale, riducendo l’uso di raggi X.
  • Può integrare immagini di risonanza magnetica o TAC per maggiore dettaglio.
  • Consente la creazione rapida di modelli virtuali del cuore.

I principali sistemi elettroanatomici

Ci sono tre sistemi principali usati nel mondo:

  1. CARTO: usa campi magnetici per localizzare i cateteri con grande precisione e integra immagini ecografiche in tempo reale.
  2. EnSite-NavX: utilizza campi elettrici generati da elettrodi sulla pelle per localizzare i cateteri; permette di usare cateteri diversi e offre mappe stabili anche se il paziente si muove.
  3. Rhythmia: combina tecnologia magnetica ed elettrica e usa un catetere a forma di "cestello" con molti elettrodi ravvicinati per acquisire moltissimi dati rapidamente e con alta risoluzione.

Un’opzione particolare è la mappa non-contact di EnSite-NavX, che registra segnali senza contatto diretto con la parete cardiaca, utile per aritmie difficili da mappare, anche se con alcune limitazioni.

Limiti dei sistemi tradizionali

  • Densità di punti limitata, che può ridurre la precisione della mappa.
  • Dipendenza dal contatto diretto tra catetere e cuore, che può essere difficile da mantenere stabile.
  • Risoluzione spaziale media di 3-4 millimetri, non sempre sufficiente per identificare aree molto piccole.
  • Necessità di valutare manualmente ogni segnale, soprattutto se complesso.

L’ultra-alta densità e alta risoluzione nella mappatura

Le nuove tecnologie puntano a creare mappe con un numero molto alto di punti, con spaziatura inferiore a 2 millimetri, per ottenere dettagli molto precisi. Questo permette di analizzare meglio:

  • La velocità e il percorso dell’impulso elettrico nel cuore.
  • Potenziali elettrici molto piccoli, nascosti o in aree cicatriziali.
  • Strutture complesse come rotori della fibrillazione atriale o circuiti multipli di tachicardie.

Queste mappe aiutano a identificare con precisione le zone critiche da trattare con l’ablazione.

I miglioramenti nei sistemi EAM più usati

I sistemi CARTO e EnSite-NavX sono stati aggiornati con software e cateteri multipolari innovativi che permettono di raccogliere molti dati in poco tempo, con analisi automatica dei segnali. Il sistema Rhythmia, più recente, utilizza un catetere a "cestello" con 64 piccoli elettrodi molto ravvicinati, che acquisisce automaticamente decine di migliaia di punti con alta risoluzione e senza bisogno di revisione manuale dei dati.

  • Rhythmia combina tecnologie magnetica ed elettrica per una navigazione precisa.
  • Permette di creare mappe dettagliate sia bipolari che unipolari.
  • Consente di analizzare rapidamente diverse mappe per aritmie complesse o multiple.
  • Supporta la mappatura da più cateteri contemporaneamente.

Un limite attuale di Rhythmia è l’assenza di monitoraggio continuo della forza di contatto del catetere ablatore.

Esperienze cliniche con il sistema Rhythmia

Studi su animali e dati preliminari sull’uomo mostrano che Rhythmia permette di acquisire mappe molto dettagliate in tempi brevi, con alta precisione e affidabilità. È stato possibile identificare canali stretti di conduzione elettrica all’interno di tessuti cicatriziali, importanti per il successo dell’ablazione.

  • In pazienti con tachiaritmie complesse, Rhythmia ha ridotto i tempi di acquisizione e aumentato il numero di punti mappati rispetto ai sistemi tradizionali.
  • Ha mostrato una buona corrispondenza con immagini anatomiche come la TAC.
  • Ha permesso di individuare segnali elettrici residui non rilevati da altri sistemi, migliorando la precisione dell’ablazione.
  • Le complicanze sono contenute e simili a quelle delle procedure standard.

Questi risultati sono promettenti, ma servono studi più ampi per confermare l’efficacia e valutare il rapporto costi-benefici.

In conclusione

Il mappaggio elettroanatomico ha rivoluzionato il modo di affrontare le aritmie complesse, permettendo di individuare con precisione le aree da trattare. L’introduzione di mappe ad ultra-alta densità e alta risoluzione, come quelle offerte dal sistema Rhythmia, rappresenta un importante passo avanti, offrendo mappe molto dettagliate in tempi rapidi e migliorando la capacità di trattamento delle tachiaritmie difficili. La tecnologia continua a evolversi, aprendo nuove prospettive per la cura delle aritmie cardiache.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Pandozi

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