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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/03/2017 Lettura: ~2 min

Uso degli anticoagulanti orali prima della cardioversione: dati da uno studio europeo

Fonte
Papp J - Eur Heart J Cardiovasc Pharmacother. 2017 Mar 17. doi: 10.1093/ehjcvp/pvx003.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come vengono usati i farmaci anticoagulanti orali prima di una procedura chiamata cardioversione elettrica, che serve a correggere un battito cardiaco irregolare. I dati provengono da uno studio su oltre mille pazienti in Europa.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha analizzato 1.101 pazienti, di cui 679 uomini e 422 donne, con un'età media di circa 67 anni. Questi pazienti dovevano sottoporsi a una cardioversione elettrica, una procedura per riportare il cuore a un ritmo normale.

Uso degli anticoagulanti orali

Gli anticoagulanti orali sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Nel 87% dei casi, i pazienti hanno ricevuto questi farmaci prima della procedura.

Esistono due tipi principali di anticoagulanti orali usati in questo contesto:

  • NOACs (Nuovi Anticoagulanti Orali), usati nel 31,5% dei casi;
  • Antagonisti della vitamina K (AVK), usati nel 68,5% dei casi.

Durata del trattamento con anticoagulanti

La maggior parte dei pazienti (73%) ha assunto anticoagulanti per più di 3 settimane prima della cardioversione. Dopo la procedura, l'86% ha continuato il trattamento per più di 4 settimane.

Controllo dell'efficacia degli AVK

Quando si usano gli AVK, è importante controllare un valore chiamato INR, che indica quanto il sangue è stato fluidificato. Nel 76% dei pazienti trattati con AVK, l'INR era superiore a 2,0 al momento della cardioversione, un valore considerato adeguato per la sicurezza della procedura.

Trend nell'uso degli anticoagulanti

Durante il periodo di osservazione dello studio, si è notato un cambiamento nell'uso degli anticoagulanti:

  • È diminuito l'uso degli AVK per la cardioversione programmata.
  • È aumentato l'uso di apixaban, un tipo di NOAC.
  • È leggermente aumentato l'uso di rivaroxaban, un altro NOAC.
  • L'uso di dabigatran, un terzo NOAC, è rimasto stabile.

In conclusione

Lo studio mostra che la maggior parte dei pazienti che si sottopongono a cardioversione elettrica assume anticoagulanti orali, con una preferenza crescente per i nuovi farmaci (NOACs) rispetto ai tradizionali (AVK). Il trattamento viene iniziato settimane prima della procedura e proseguito anche dopo, per garantire la sicurezza e ridurre il rischio di coaguli.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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