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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/07/2017 Lettura: ~2 min

Rischio di eventi cardiaci dopo un infarto: l’importanza della prevenzione continua

Fonte
Klinikum Ludwigshafen Cardiol Ther. 2017. doi: 10.1007/s40119-017-0093-7.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un infarto al cuore, anche se non si verificano problemi nei primi 12 mesi, il rischio di nuovi eventi rimane alto negli anni successivi. È quindi importante continuare le terapie che aiutano a prevenire ulteriori problemi cardiaci.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha analizzato i dati di pazienti che avevano avuto un infarto al cuore da 1 a 3 anni prima e che erano rimasti senza nuovi eventi per almeno 12 mesi. Tutti i pazienti avevano almeno un fattore di rischio importante per problemi cardiaci.

Chi ha partecipato allo studio

  • 666 pazienti in totale
  • 342 con un tipo di infarto chiamato STEMI
  • 324 con un altro tipo chiamato NSTEMI

Trattamenti ricevuti

Durante l’infarto, la maggior parte dei pazienti ha ricevuto una procedura per riaprire le arterie bloccate:

  • 89% dei pazienti con STEMI
  • 72% dei pazienti con NSTEMI

Dopo 12 mesi, circa il 62% dei pazienti continuava a prendere due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, principalmente aspirina e clopidogrel. Questa percentuale è scesa al 30% dopo 18 mesi.

Risultati principali

  • I pazienti con STEMI avevano un rischio più alto di morte (19% contro 13%) e di eventi gravi come nuovi problemi cardiaci o ictus (33% contro 23%) nei 3 anni successivi.
  • Non c’erano differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda nuovi infarti o ictus.
  • Il rischio di eventi gravi era più alto in chi aveva più fattori di rischio.

Perché è importante

Questo studio mostra che anche chi supera un infarto senza problemi per un anno deve continuare a seguire le terapie di prevenzione. Interromperle troppo presto può aumentare il rischio di nuovi eventi cardiaci o cerebrovascolari.

In conclusione

I pazienti che sopravvivono a un infarto senza complicazioni per almeno 12 mesi hanno comunque un rischio elevato di nuovi problemi negli anni successivi. Per questo motivo, è fondamentale continuare le terapie di prevenzione secondaria per proteggere il cuore e ridurre il rischio di ulteriori eventi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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