Perché non sospendere l’anticoagulante durante l’ablazione
Interrompere i farmaci anticoagulanti prima di una procedura può aumentare il rischio di problemi sia legati a coaguli di sangue (embolie) sia a sanguinamenti. Per questo motivo, le linee guida mediche raccomandano di non sospendere questi farmaci, specialmente durante l’ablazione transcatetere, un trattamento per alcune aritmie cardiache.
I farmaci anticoagulanti: AVK e NAO
Gli AVK (come il warfarin) sono anticoagulanti tradizionali. Negli ultimi anni sono stati introdotti i NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali), come il dabigatran, che hanno dimostrato di essere efficaci e più facili da gestire.
Lo studio RE-CIRCUIT: cosa ha dimostrato
- Lo studio ha coinvolto 635 pazienti sottoposti ad ablazione.
- I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato a prendere dabigatran (150 mg due volte al giorno) senza interruzioni, l’altro ha continuato con AVK (warfarin) sempre senza sospensione.
- La maggior parte dei pazienti ha assunto l’ultima dose di dabigatran circa 4 ore prima della procedura, comunque entro 12 ore.
- Durante il periodo intorno alla procedura, si è verificato un solo caso di embolia in un paziente con AVK.
- Le emorragie maggiori sono state meno frequenti nel gruppo con dabigatran (1.6%) rispetto a quello con AVK (6.9%), una differenza significativa.
- Tutte le emorragie nel gruppo dabigatran sono state gestite con successo senza necessità di antidoti specifici.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che non è più necessario sospendere l’anticoagulante durante l’ablazione. Inoltre, il dabigatran è una valida alternativa al warfarin, con un rischio di sanguinamenti maggiori inferiore, rendendolo una scelta più sicura per molti pazienti.
In conclusione
Durante l’ablazione cardiaca, è importante continuare il trattamento anticoagulante per ridurre i rischi di complicazioni. Il dabigatran, assunto regolarmente, si è dimostrato efficace e più sicuro rispetto al warfarin, con meno casi di sanguinamenti importanti. Questo offre una maggiore tranquillità sia ai pazienti che ai medici durante la procedura.