Che cos'è il delirium dopo TAVI
Il delirium è uno stato di confusione mentale che può comparire nei giorni successivi a un intervento medico. Nel caso della TAVI (impianto di valvola aortica transcatetere), una procedura meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale, il delirium può comunque presentarsi come complicanza.
Lo studio sull'incidenza del delirium
Un gruppo di 148 pazienti sottoposti a TAVI in un centro cardiologico in Polonia è stato osservato per valutare la comparsa di delirium nei primi quattro giorni dopo l'intervento. Dei pazienti, 141 sono sopravvissuti e sono stati valutati per la presenza di delirium.
Risultati principali
- Il delirium si è verificato in circa il 20% dei pazienti (29 su 141).
- Nei pazienti con delirium, la procedura era più spesso eseguita con un accesso chiamato transapicale (attraverso il muscolo del cuore) rispetto all'accesso femorale (attraverso l'arteria della gamba).
- Questi pazienti hanno ricevuto anche una quantità maggiore di mezzo di contrasto, un liquido usato per vedere meglio le strutture durante l'intervento.
- Prima dell'intervento, i pazienti con delirium erano più spesso considerati fragili, cioè con una salute generale più debole.
Fattori che aumentano il rischio di delirium
- Accesso diverso da quello femorale, in particolare quello transapicale.
- Uso di anestesia generale durante la procedura.
- Incompleta rivascolarizzazione coronarica, cioè un trattamento non completo delle arterie del cuore.
Conseguenze del delirium
- I pazienti con delirium avevano un rischio molto più alto di mortalità entro 30 giorni e entro 12 mesi dall'intervento.
- La differenza nella mortalità rimaneva significativa anche dopo aver considerato altre caratteristiche dei pazienti.
- Nonostante ciò, la qualità della vita a 12 mesi, valutata con un questionario specifico, era simile tra chi aveva avuto delirium e chi no.
In conclusione
Il delirium è una possibile complicanza dopo la TAVI, anche se questa procedura è meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. La sua comparsa indica una maggiore fragilità del paziente e si associa a un rischio più alto di mortalità nel breve e lungo termine. È importante riconoscere i fattori che aumentano il rischio per migliorare la gestione dei pazienti.