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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/08/2017 Lettura: ~2 min

L’ossigeno non riduce la mortalità nei pazienti con sospetto infarto senza ipossia

Fonte
Hofman R et al. ESC Congress 2017, Barcellona e online su The New England Journal of Medicine.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ilaria Cavallari Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Molti pazienti con sospetto infarto al cuore ricevono ossigeno come parte della cura. Tuttavia, uno studio importante ha dimostrato che, se la quantità di ossigeno nel sangue è normale, l’ossigeno aggiuntivo non riduce il rischio di morte. Questo risultato aiuta a capire meglio quando è utile somministrare ossigeno.

Che cosa è stato studiato

La somministrazione di ossigeno è una pratica usata da molto tempo nei pazienti con infarto al cuore. Tuttavia, non era chiaro se dare ossigeno a chi ha una quantità normale di ossigeno nel sangue fosse davvero utile.

Lo studio DETO2X-AMI ha coinvolto 6.629 pazienti con sintomi di infarto nelle 6 ore precedenti. Tutti avevano una saturazione di ossigeno nel sangue pari o superiore al 90%, cioè una quantità normale di ossigeno.

Come è stato condotto lo studio

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • un gruppo ha ricevuto ossigeno a 6 litri al minuto per 6-12 ore;
  • l’altro gruppo ha ricevuto aria normale, senza ossigeno aggiuntivo.

In questo modo si è potuto confrontare l’effetto dell’ossigeno rispetto all’aria normale.

Risultati principali

Dopo un anno, non è stata trovata alcuna differenza nel numero di persone morte per qualsiasi causa tra i due gruppi:

  • 5,0% nel gruppo che ha ricevuto ossigeno;
  • 5,1% nel gruppo che ha ricevuto aria normale.

Questo significa che somministrare ossigeno a chi ha già una buona quantità di ossigeno nel sangue non riduce il rischio di morte.

Perché è importante

Questi risultati aiutano i medici a capire meglio quando è necessario usare l’ossigeno. Somministrarlo solo se serve può evitare trattamenti inutili e concentrarsi su cure più efficaci.

In conclusione

Lo studio DETO2X-AMI ha mostrato che, nei pazienti con sospetto infarto e una saturazione di ossigeno normale, l’ossigeno somministrato di routine non riduce la mortalità dopo un anno. Questo aiuta a migliorare le scelte terapeutiche e a usare l’ossigeno solo quando veramente necessario.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ilaria Cavallari

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