Che cosa significa tossicità in cardioncologia
Il cancro e le malattie del cuore sono le principali cause di morte nei paesi sviluppati. Negli ultimi anni, grazie a diagnosi più precoci e terapie migliori, molte persone vivono più a lungo dopo una diagnosi di tumore. Oltre alla chemioterapia tradizionale, oggi si usano anche nuovi farmaci come anticorpi monoclonali, farmaci che bloccano la crescita dei vasi sanguigni (antiangiogenici) e immunoterapia.
Effetti sul cuore dei trattamenti antitumorali
Questi trattamenti possono causare effetti collaterali anche gravi, soprattutto sul cuore e sul sistema circolatorio. Questi problemi possono essere dovuti direttamente ai farmaci o peggiorare una malattia cardiaca già presente. È importante sapere che spesso una persona con tumore può avere anche problemi cardiaci, perché i fattori di rischio sono simili.
Con la maggiore sopravvivenza, aumentano anche le possibilità che si manifestino effetti tardivi dei farmaci, anche molti anni dopo la fine della cura.
Tipi di problemi cardiaci causati dai trattamenti
- Disfunzione del ventricolo sinistro e scompenso cardiaco: il cuore non pompa bene il sangue;
- Ischemia miocardica: ridotto apporto di sangue al cuore;
- Aritmie: alterazioni del ritmo cardiaco, incluso il prolungamento del QT (un parametro elettrico del cuore);
- Ipertensione arteriosa: aumento della pressione del sangue;
- Tromboembolia: formazione di coaguli che possono bloccare i vasi sanguigni.
Anche la radioterapia può causare problemi come fibrosi (indurimento) del muscolo cardiaco, malattie del pericardio (la membrana intorno al cuore), danni alle valvole e alle arterie coronarie.
Farmaci specifici e loro effetti
- Antracicline e farmaci della target therapy (come trastuzumab e antiangiogenici) possono causare cardiomiopatia dilatativa, una forma di scompenso cardiaco;
- Inibitori delle tirosin chinasi (TKI), usati per alcune leucemie, sono associati a eventi tromboembolici;
- Immunoterapia, che stimola il sistema immunitario a combattere il tumore, può causare miocardite autoimmune, un’infiammazione del cuore che può essere grave;
- Farmaci come pembrolizumab e nivolumab agiscono su molecole che regolano l’attività delle cellule immunitarie e possono causare effetti cardiaci diversi, tra cui insufficienza cardiaca e fibrosi del muscolo cardiaco;
- Ibrutinib, usato per alcune leucemie, può aumentare il rischio di fibrillazione atriale, un’aritmia comune nei pazienti oncologici.
Fibrillazione atriale e cancro
La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia più frequente nei pazienti con tumore. Questo perché molti pazienti oncologici sono anziani e hanno fattori di rischio comuni per FA. La FA può comparire dopo interventi chirurgici oncologici, con alcune terapie farmacologiche o radioterapia, e può rappresentare una sfida nella gestione del paziente.
Importanza della collaborazione tra oncologi e cardiologi
Nonostante i progressi nella cura del cancro, il rischio di problemi cardiaci legati ai trattamenti resta significativo. Per questo è fondamentale un lavoro di squadra tra specialisti in oncologia e cardiologia, per riconoscere presto e gestire al meglio questi effetti collaterali.
La cardio-oncologia è una nuova disciplina che si occupa proprio di questo, aiutando a ottimizzare le cure oncologiche e a proteggere il cuore.
In conclusione
I trattamenti antitumorali moderni hanno migliorato molto la sopravvivenza, ma possono causare effetti sul cuore e sul sistema circolatorio. Conoscere questi effetti e lavorare insieme tra oncologi e cardiologi è essenziale per garantire la migliore cura possibile, proteggendo la salute del cuore durante e dopo la terapia oncologica.