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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/12/2017 Lettura: ~2 min

Confronto tra quattro metodi per stimare il rischio di problemi cardiaci dopo chirurgia non cardiaca

Fonte
Cohn SL, Fernandez Ros N. Am J Cardiol. Epub ahead of print 2017, Oct 13. doi: 10.1016/j.amjcard.2017.09.031.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona si sottopone a un intervento chirurgico che non riguarda il cuore, è importante capire il rischio di possibili problemi cardiaci. Esistono diversi metodi, chiamati "score", che aiutano i medici a valutare questo rischio. In questo testo spiegheremo come quattro di questi metodi sono stati confrontati per capire quali siano più affidabili.

Che cosa sono le complicanze cardiache dopo chirurgia non cardiaca

Le complicanze cardiache sono problemi al cuore che possono verificarsi dopo un intervento chirurgico che non riguarda direttamente il cuore. Questi problemi possono essere gravi e influenzare la salute del paziente durante o dopo l'operazione.

Perché è importante stimare il rischio

Le linee guida americane del 2014 consigliano di valutare il rischio di complicanze cardiache per ogni paziente che deve fare un intervento chirurgico non cardiaco. Questo aiuta a distinguere tra:

  • pazienti a basso rischio (meno dell'1% di probabilità di complicanze),
  • pazienti ad alto rischio (più dell'1% di probabilità).

Questa valutazione permette di decidere se sono necessari controlli cardiologici più approfonditi.

I quattro metodi di valutazione del rischio

Gli score più usati sono:

  • RCRI (Revised Cardiac Risk Index): sviluppato nel 1999, valuta alcuni fattori di rischio cardiaco.
  • MICA (Myocardial Infarction or Cardiac Arrest): creato nel 2011, aiuta a prevedere infarti o arresti cardiaci.
  • ACS-NSQIP: un calcolatore dell'American College of Surgeons, sviluppato nel 2013.
  • reconstructed-RCRI: una variante del RCRI, proposta nel 2013.

Come è stato condotto lo studio

Questo studio ha analizzato in modo retrospettivo (cioè guardando dati già raccolti) una serie di pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca. Sono stati confrontati i quattro metodi per vedere quanto bene prevedevano le complicanze cardiache entro 30 giorni dall'intervento.

Risultati principali

  • Su 663 pazienti, 14 (2,1%) hanno avuto complicanze cardiache, per lo più durante il ricovero.
  • Tra questi, 3 hanno avuto un infarto o un arresto cardiaco.
  • Non è stato possibile confrontare direttamente i quattro metodi a causa delle differenze nei fattori considerati e nei tempi di osservazione.
  • Tutti e quattro gli score funzionano bene nei contesti per cui sono stati creati, ma sono meno precisi in situazioni diverse.
  • Gli score sono utili soprattutto per identificare i pazienti a basso rischio, che non necessitano di ulteriori esami cardiologici.
  • Il metodo MICA è risultato il più affidabile per riconoscere i pazienti ad alto rischio.

In conclusione

Esistono diversi metodi per stimare il rischio di problemi cardiaci dopo un intervento non cardiaco. Tutti e quattro gli score esaminati sono utili per identificare chi ha un basso rischio di complicanze. Tra questi, il metodo MICA è il più efficace per individuare chi ha un rischio più alto e potrebbe aver bisogno di ulteriori controlli.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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