Che cos'è la procedura Valve-in-Valve (ViV)
La procedura Valve-in-Valve consiste nell'impiantare una nuova valvola aortica transcatetere all'interno di una valvola biologica chirurgica che si è deteriorata nel tempo. Questo intervento è particolarmente indicato per pazienti anziani o con elevato rischio per un nuovo intervento chirurgico.
Rischi specifici con la valvola Mitroflow
Alcune valvole biologiche, come la Mitroflow, hanno un particolare design in cui i lembi valvolari sono posizionati esternamente alla struttura metallica (frame). Quando si impianta una nuova valvola all'interno di queste, i lembi usurati possono spostarsi e ostruire le aperture delle arterie coronarie, che forniscono sangue al cuore. Questa ostruzione può avvenire subito dopo l'intervento o nei giorni successivi, causando problemi seri.
Il caso clinico della paziente
- Una donna di 86 anni con problemi cardiaci e una valvola Mitroflow impiantata 11 anni prima presentava difficoltà respiratorie in peggioramento.
- L'ecocardiogramma ha mostrato una valvola degenerata con insufficienza e stenosi, cioè la valvola non si chiudeva bene e si restringeva.
- La coronarografia ha evidenziato una stenosi importante in una delle arterie coronarie.
Data l'età e il rischio elevato per un intervento chirurgico tradizionale, si è deciso di procedere con la tecnica ViV e contemporaneamente trattare la stenosi coronarica con stent.
Come è stata pianificata la procedura
Prima dell'intervento è stata eseguita una TAC per valutare la posizione della valvola vecchia e la vicinanza delle arterie coronarie. La distanza ridotta tra la valvola e le arterie coronarie aumentava il rischio di ostruzione.
Per prevenire questo problema, durante la procedura sono stati posizionati degli stent nelle arterie coronarie, pronti a essere aperti rapidamente in caso di ostruzione.
Dettagli dell'intervento
- La paziente è stata sedata completamente (anestesia generale).
- Si sono trattate le stenosi coronariche con stent a rilascio di farmaco (DES).
- È stata impiantata la valvola Portico™ tramite un accesso dall'arteria femorale.
- Dopo l'impianto, le arterie coronarie erano libere e la funzione cardiaca buona.
- Per ridurre ulteriormente il rischio di ostruzione tardiva, uno stent è stato posizionato tra la nuova valvola e l'arteria coronaria, mantenendo il lembo valvolare lontano dall'apertura dell'arteria.
Caratteristiche della valvola Portico™
- È una valvola autoespandibile con un telaio in nitinol, un materiale metallico flessibile.
- I lembi valvolari sono in pericardio bovino, un tessuto simile a quello umano.
- Ha un design a celle aperte che facilita l'accesso alle arterie coronarie anche dopo l'impianto.
- È riposizionabile e può essere regolata durante l'impianto per ottenere la migliore posizione.
- La sua struttura permette un impianto poco profondo, riducendo l'ostruzione del flusso sanguigno verso il ventricolo sinistro.
Risultati e follow-up
Dopo l'intervento, la paziente è rimasta stabile, senza complicazioni importanti. L'ecocardiogramma di controllo ha confermato il corretto funzionamento della nuova valvola, con un lieve rigurgito e un gradiente (differenza di pressione) accettabile. La funzione cardiaca era buona e non si sono verificati problemi alle arterie coronarie.
In conclusione
Il trattamento con Valve-in-Valve di una valvola Mitroflow degenerata è complesso a causa del rischio di ostruzione delle arterie coronarie. La valvola Portico™ offre vantaggi importanti grazie al suo design che facilita la protezione delle coronarie e permette un impianto preciso e sicuro. La pianificazione accurata con esami di imaging e l'uso di tecniche preventive come il posizionamento di stent coronarici sono fondamentali per il successo della procedura e la sicurezza del paziente.