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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/02/2018 Lettura: ~3 min

Valve-in-valve per bioprotesi aortica Mitroflow degenerata con valvola Portico™

Fonte
Agnifili M, De Marco F, Bedogni F. Dipartimento di Cardiologia Interventistica, IRCCS Policlinico San Donato, San Donato Milanese (MI).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Agnifili Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1012 Sezione: 24

Introduzione

Il trattamento della stenosi aortica severa, soprattutto in pazienti anziani o a rischio chirurgico elevato, può essere eseguito con una procedura chiamata TAVI, che permette di impiantare una nuova valvola senza aprire il torace. Quando una valvola biologica impiantata in precedenza si deteriora, si può intervenire con la tecnica Valve-in-Valve (ViV), inserendo una nuova valvola all'interno di quella vecchia. Questo testo descrive un caso di ViV con la valvola Portico™ in una paziente con una valvola Mitroflow degenerata, illustrando le precauzioni e i vantaggi di questa procedura.

Che cos'è la procedura Valve-in-Valve (ViV)

La procedura Valve-in-Valve consiste nell'impiantare una nuova valvola aortica transcatetere all'interno di una valvola biologica chirurgica che si è deteriorata nel tempo. Questo intervento è particolarmente indicato per pazienti anziani o con elevato rischio per un nuovo intervento chirurgico.

Rischi specifici con la valvola Mitroflow

Alcune valvole biologiche, come la Mitroflow, hanno un particolare design in cui i lembi valvolari sono posizionati esternamente alla struttura metallica (frame). Quando si impianta una nuova valvola all'interno di queste, i lembi usurati possono spostarsi e ostruire le aperture delle arterie coronarie, che forniscono sangue al cuore. Questa ostruzione può avvenire subito dopo l'intervento o nei giorni successivi, causando problemi seri.

Il caso clinico della paziente

  • Una donna di 86 anni con problemi cardiaci e una valvola Mitroflow impiantata 11 anni prima presentava difficoltà respiratorie in peggioramento.
  • L'ecocardiogramma ha mostrato una valvola degenerata con insufficienza e stenosi, cioè la valvola non si chiudeva bene e si restringeva.
  • La coronarografia ha evidenziato una stenosi importante in una delle arterie coronarie.

Data l'età e il rischio elevato per un intervento chirurgico tradizionale, si è deciso di procedere con la tecnica ViV e contemporaneamente trattare la stenosi coronarica con stent.

Come è stata pianificata la procedura

Prima dell'intervento è stata eseguita una TAC per valutare la posizione della valvola vecchia e la vicinanza delle arterie coronarie. La distanza ridotta tra la valvola e le arterie coronarie aumentava il rischio di ostruzione.

Per prevenire questo problema, durante la procedura sono stati posizionati degli stent nelle arterie coronarie, pronti a essere aperti rapidamente in caso di ostruzione.

Dettagli dell'intervento

  • La paziente è stata sedata completamente (anestesia generale).
  • Si sono trattate le stenosi coronariche con stent a rilascio di farmaco (DES).
  • È stata impiantata la valvola Portico™ tramite un accesso dall'arteria femorale.
  • Dopo l'impianto, le arterie coronarie erano libere e la funzione cardiaca buona.
  • Per ridurre ulteriormente il rischio di ostruzione tardiva, uno stent è stato posizionato tra la nuova valvola e l'arteria coronaria, mantenendo il lembo valvolare lontano dall'apertura dell'arteria.

Caratteristiche della valvola Portico™

  • È una valvola autoespandibile con un telaio in nitinol, un materiale metallico flessibile.
  • I lembi valvolari sono in pericardio bovino, un tessuto simile a quello umano.
  • Ha un design a celle aperte che facilita l'accesso alle arterie coronarie anche dopo l'impianto.
  • È riposizionabile e può essere regolata durante l'impianto per ottenere la migliore posizione.
  • La sua struttura permette un impianto poco profondo, riducendo l'ostruzione del flusso sanguigno verso il ventricolo sinistro.

Risultati e follow-up

Dopo l'intervento, la paziente è rimasta stabile, senza complicazioni importanti. L'ecocardiogramma di controllo ha confermato il corretto funzionamento della nuova valvola, con un lieve rigurgito e un gradiente (differenza di pressione) accettabile. La funzione cardiaca era buona e non si sono verificati problemi alle arterie coronarie.

In conclusione

Il trattamento con Valve-in-Valve di una valvola Mitroflow degenerata è complesso a causa del rischio di ostruzione delle arterie coronarie. La valvola Portico™ offre vantaggi importanti grazie al suo design che facilita la protezione delle coronarie e permette un impianto preciso e sicuro. La pianificazione accurata con esami di imaging e l'uso di tecniche preventive come il posizionamento di stent coronarici sono fondamentali per il successo della procedura e la sicurezza del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Agnifili

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