CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 21/03/2018 Lettura: ~2 min

Rischi e riammissioni dopo infarto durante chirurgia non cardiaca

Fonte
ACC 2018 scientific session - Orlando USA. Dati presentati da Smilowitz NR della New York University, basati su analisi del Database nazionale di riammissione ospedaliera degli Stati Uniti del 2014.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona ha un infarto al cuore durante un intervento chirurgico che non riguarda il cuore, può avere un rischio più alto di complicazioni e di tornare in ospedale. È importante conoscere questi rischi per capire meglio cosa succede dopo l'intervento e come si evolve la situazione.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di pazienti negli Stati Uniti che hanno subito un infarto al cuore durante un ricovero per un intervento chirurgico non cardiaco importante. Hanno usato un grande database nazionale del 2014 per capire quante persone hanno avuto questo problema, cosa succede dopo e quali sono i motivi per cui tornano in ospedale entro 30 giorni dalla dimissione.

Risultati principali

  • Su oltre 3,8 milioni di ricoveri per chirurgia non cardiaca, circa 8.000 pazienti hanno avuto un infarto durante il ricovero.
  • Tra questi, il 14% è deceduto durante la prima ospedalizzazione.
  • I pazienti che hanno avuto un infarto avevano una probabilità più alta di tornare in ospedale entro 30 giorni rispetto a chi non ha avuto infarto (19,1% contro 6,5%).
  • Le cause più comuni di riammissione erano: complicazioni infettive (30%), problemi cardiaci (25,3%) e sanguinamenti (10,4%).
  • Durante la seconda ospedalizzazione entro 30 giorni, l'11,3% dei pazienti è deceduto.
  • A 6 mesi dall'intervento, il 17,6% dei pazienti era deceduto e il 36,2% era stato ricoverato almeno una volta ancora.

Cosa significa

Questi dati mostrano che avere un infarto durante un intervento chirurgico non cardiaco è un evento serio, che aumenta il rischio di complicazioni, di morte e di dover tornare in ospedale nei mesi successivi.

In conclusione

Un infarto al cuore durante un intervento chirurgico non cardiaco è associato a un rischio elevato di mortalità e di riammissioni ospedaliere nei primi 30 giorni e nei mesi successivi. Le complicazioni più frequenti riguardano infezioni, problemi cardiaci e sanguinamenti. Questi dati aiutano a comprendere l'importanza di un attento monitoraggio e gestione di questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA