Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di pazienti negli Stati Uniti che hanno subito un infarto al cuore durante un ricovero per un intervento chirurgico non cardiaco importante. Hanno usato un grande database nazionale del 2014 per capire quante persone hanno avuto questo problema, cosa succede dopo e quali sono i motivi per cui tornano in ospedale entro 30 giorni dalla dimissione.
Risultati principali
- Su oltre 3,8 milioni di ricoveri per chirurgia non cardiaca, circa 8.000 pazienti hanno avuto un infarto durante il ricovero.
- Tra questi, il 14% è deceduto durante la prima ospedalizzazione.
- I pazienti che hanno avuto un infarto avevano una probabilità più alta di tornare in ospedale entro 30 giorni rispetto a chi non ha avuto infarto (19,1% contro 6,5%).
- Le cause più comuni di riammissione erano: complicazioni infettive (30%), problemi cardiaci (25,3%) e sanguinamenti (10,4%).
- Durante la seconda ospedalizzazione entro 30 giorni, l'11,3% dei pazienti è deceduto.
- A 6 mesi dall'intervento, il 17,6% dei pazienti era deceduto e il 36,2% era stato ricoverato almeno una volta ancora.
Cosa significa
Questi dati mostrano che avere un infarto durante un intervento chirurgico non cardiaco è un evento serio, che aumenta il rischio di complicazioni, di morte e di dover tornare in ospedale nei mesi successivi.
In conclusione
Un infarto al cuore durante un intervento chirurgico non cardiaco è associato a un rischio elevato di mortalità e di riammissioni ospedaliere nei primi 30 giorni e nei mesi successivi. Le complicazioni più frequenti riguardano infezioni, problemi cardiaci e sanguinamenti. Questi dati aiutano a comprendere l'importanza di un attento monitoraggio e gestione di questi pazienti.