Cosa c’è di nuovo?
Le nuove linee guida sono state presentate nel 2018 durante un congresso europeo e integrano le conoscenze scientifiche con strumenti pratici per i medici. Il documento spiega come valutare il paziente con episodi di perdita di coscienza sospetti per sincope, e come interpretare i principali test diagnostici.
Gestione del paziente in Pronto Soccorso
Quando una persona arriva in Pronto Soccorso dopo un episodio di perdita di coscienza, i medici devono rispondere a tre domande fondamentali:
- È possibile trovare una causa specifica per l’episodio?
- Qual è il rischio che il paziente abbia eventi gravi a breve termine?
- È necessario ricoverare il paziente in ospedale?
L’obiettivo principale è identificare e trattare eventuali malattie sottostanti che potrebbero causare problemi seri, più che concentrarsi sull’episodio di svenimento in sé. Per questo è importante distinguere i pazienti in base al loro rischio.
Classificazione del rischio
- Pazienti a basso rischio: spesso hanno forme di sincope riflessa (causata da reazioni del sistema nervoso), situazionale o ortostatica (legata alla posizione in piedi). Questi pazienti di solito non necessitano di ulteriori esami in Pronto Soccorso, ma solo di rassicurazione e consigli.
- Pazienti ad alto rischio: potrebbero avere una sincope di origine cardiaca, cioè causata da problemi al cuore. Richiedono esami approfonditi, possibilmente ricovero e trattamento urgente.
- Pazienti a rischio intermedio: devono essere valutati da medici esperti e possono spesso essere seguiti in ambulatorio in modo sicuro.
Per migliorare la gestione, sono stati creati percorsi specifici come l’Osservazione Breve in Pronto Soccorso e le Syncope Unit, strutture specializzate che permettono di ridurre i ricoveri inutili offrendo cure mirate.
Novità diagnostiche
Tra le nuove indicazioni:
- Il Tilt Test è consigliato non solo per confermare la diagnosi di sincope riflessa, ma anche per valutare la sensibilità del paziente a cali di pressione, problemi del sistema nervoso autonomo e per distinguere forme psicogene (legate a fattori psicologici).
- Viene introdotta una serie di test per valutare la funzione del sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni involontarie come la pressione e il battito cardiaco.
- Il Loop Recorder Impiantabile (LRI) è ora considerato il metodo migliore per diagnosticare forme di sincope legate a problemi del ritmo cardiaco, soprattutto in pazienti con episodi ricorrenti e senza chiari segni di rischio elevato.
- Si sottolinea l’importanza di video-registrare gli episodi di svenimento, sia in ospedale che a casa, per distinguere tra crisi psicogene e altre cause.
- Vengono chiarite le differenze tra episodi sincopali e crisi epilettiche, con particolare attenzione a condizioni rare come l’asistolia ictale, cioè un arresto del battito cardiaco durante crisi epilettiche.
- Per la prima volta si parla del ruolo dell’adenosina plasmatica, una sostanza nel sangue, nella causa della sincope, distinguendo tra episodi causati da blocchi del cuore e quelli da cali di pressione tipici della sincope vasovagale.
Trattamento
Il trattamento dipende dal rischio e dalla causa individuata:
- Il pacing cardiaco (impianto di pacemaker) è efficace soprattutto in caso di rallentamenti del battito cardiaco (bradiaritmie), ma funziona meno se è presente anche una pressione bassa.
- Le linee guida offrono schemi per scegliere la terapia più adatta in base all’età e alle caratteristiche degli episodi.
In conclusione
Le linee guida 2018 dell’ESC forniscono un quadro aggiornato e dettagliato per la gestione della sincope. L’approccio si basa sulla valutazione attenta del rischio e sulla diagnosi precisa della causa, per offrire cure appropriate e ridurre ricoveri inutili. Nuovi strumenti diagnostici e organizzativi, come la Syncope Unit e il Loop Recorder, migliorano la qualità dell’assistenza e la sicurezza del paziente.