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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2018 Lettura: ~2 min

Trombolisi endovenosa nello stroke ischemico acuto in pazienti trattati con anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (NOAC)

Fonte
Georgios Tsivgoulis Stroke. 2017;48:2031-2033.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Barbara Corrà Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

La trombolisi endovenosa è un trattamento importante per alcuni tipi di ictus ischemico, ma la sua applicazione in pazienti che assumono farmaci anticoagulanti può essere complessa. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice le attuali conoscenze riguardo all'uso della trombolisi in persone che assumono anticoagulanti orali diversi dai tradizionali antagonisti della vitamina K, chiamati NOAC.

Che cosa sono i NOAC e perché sono importanti

I NOAC sono farmaci anticoagulanti usati per prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Sono diversi dai tradizionali antagonisti della vitamina K (VKA) e stanno diventando sempre più comuni. Valutare il rischio di sanguinamento in pazienti che assumono NOAC è più complesso rispetto ai VKA.

La trombolisi endovenosa e il rischio di sanguinamento

La trombolisi endovenosa (ev) è un trattamento che aiuta a sciogliere i coaguli nel cervello durante un ictus ischemico. Nei pazienti che assumono VKA, questo trattamento è generalmente evitato se il valore INR (un esame del sangue che misura la coagulazione) è superiore a 1,7, perché il rischio di sanguinamento aumenta.

Per i pazienti che assumono NOAC, la valutazione è più difficile, quindi spesso vengono esclusi dalla trombolisi per precauzione.

Dati recenti sulla sicurezza della trombolisi in pazienti con NOAC

Uno studio su oltre 42.000 pazienti con ictus ha analizzato 251 persone che assumevano NOAC. Questi pazienti erano in media più anziani e avevano più fattori di rischio rispetto ad altri. Dopo aver considerato queste differenze, non è stata trovata alcuna relazione tra l'assunzione di anticoagulanti e un aumento del rischio di sanguinamento cerebrale dopo la trombolisi (incidenza del 4,8%).

Questo suggerisce che la trombolisi può essere sicura anche in pazienti che assumono NOAC, ma con alcune limitazioni.

Limitazioni e aspetti da considerare

  • Lo studio non includeva pazienti trattati con Idarucizumab, un farmaco che può annullare rapidamente l'effetto di un anticoagulante specifico chiamato dabigatran.
  • Non erano compresi pazienti trattati con Edoxaban, un altro tipo di NOAC simile ad Apixaban e Rivaroxaban.
  • Un problema importante è la mancanza di informazioni precise sull'orario dell'ultima dose di NOAC assunta dal paziente. Questo è fondamentale perché il livello massimo del farmaco nel sangue si raggiunge circa tre ore dopo l'assunzione.
  • Conoscere questo dato è importante anche per decidere se è possibile combinare la trombolisi con altre procedure, come la trombectomia (rimozione meccanica del coagulo), soprattutto in caso di occlusione di un grosso vaso sanguigno.

In conclusione

La trombolisi endovenosa può essere considerata anche in pazienti che assumono anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (NOAC), tenendo conto delle caratteristiche individuali e del tempo trascorso dall'ultima assunzione del farmaco. Sebbene i dati siano promettenti sulla sicurezza, è necessario valutare ogni caso con attenzione, poiché mancano ancora informazioni complete su alcuni aspetti importanti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Barbara Corrà

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