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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/07/2018 Lettura: ~3 min

Fattori che influenzano la ricomparsa di svenimenti nei pazienti con sindrome senocarotidea trattati con pacemaker

Fonte
Rivasi et al. Int J Cardiol 2018 Sep 1;266:119-123. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.03.144.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sindrome senocarotidea è una condizione che può causare svenimenti improvvisi. In molti casi, l'impianto di un pacemaker aiuta a prevenire questi episodi. Tuttavia, alcuni pazienti possono ancora sperimentare svenimenti dopo il trattamento. Questo testo spiega quali sono i fattori che aumentano il rischio di ricomparsa degli svenimenti e l'importanza di un approccio personalizzato per la prevenzione.

Che cos'è la sindrome senocarotidea

La sindrome senocarotidea si diagnostica quando il massaggio dei seni carotidei (una zona del collo) provoca:

  • una pausa nel battito cardiaco di almeno 3 secondi (risposta cardioinibitoria);
  • e/o una diminuzione della pressione arteriosa sistolica di almeno 50 mmHg (risposta mista o vasodepressiva);
con la comparsa di uno svenimento simile a quello spontaneo.

Il ruolo del pacemaker

Il pacemaker è il trattamento più indicato per le forme con risposta cardioinibitoria o mista. Questo dispositivo aiuta a mantenere il battito cardiaco regolare. Tuttavia, circa il 20% dei pazienti continua a manifestare svenimenti anche dopo l'impianto.

Lo studio e i suoi risultati

Uno studio ha analizzato 3.127 pazienti di età superiore ai 40 anni, valutati tra il 2004 e il 2014 in due centri italiani specializzati nella diagnosi di svenimenti. Tutti i pazienti sono stati sottoposti al massaggio dei seni carotidei per sospetta sindrome senocarotidea.

La sindrome è stata diagnosticata in 261 pazienti (8,3%). Di questi, 158 con forme cardioinibitorie o miste hanno ricevuto un pacemaker. I dati di controllo a lungo termine erano disponibili per 112 pazienti, con un'età media di 71 anni.

Durante un follow-up medio di circa 7 anni, 19 pazienti (17%) hanno avuto nuovi episodi di svenimento, con una frequenza media di 0,5 episodi per paziente all'anno.

Fattori che aumentano il rischio di recidiva

Analizzando i dati, si è visto che i pazienti che hanno avuto nuovi svenimenti dopo l'impianto di pacemaker spesso avevano:

  • una storia di svenimenti preceduti da prodromi (sintomi di avvertimento prima dello svenimento);
  • situazioni che favorivano la comparsa dello svenimento, tipiche della sincope riflessa;
  • l'assunzione di nitrati, farmaci che possono abbassare la pressione.

Questi elementi indicano una tendenza all'ipotensione (pressione bassa), che non viene corretta dal pacemaker.

Importanza della valutazione personalizzata

La sindrome senocarotidea è comune nei pazienti con svenimenti se si esegue il massaggio dei seni carotidei dopo la prima visita, soprattutto in persone sopra i 40 anni con sospetto di sincope riflessa.

L'impianto di pacemaker è efficace nel prevenire la maggior parte degli svenimenti nelle forme cardioinibitorie. Tuttavia, quando gli svenimenti si ripresentano, spesso sono legati a un problema di pressione bassa non trattato dal pacemaker.

Per questo motivo, è fondamentale riconoscere la suscettibilità ipotensiva nei pazienti con sindrome senocarotidea. Questo permette di adottare strategie mirate, come modificare alcuni farmaci o insegnare al paziente comportamenti utili per prevenire gli svenimenti.

In conclusione

La sindrome senocarotidea può causare svenimenti che spesso migliorano con l'impianto di pacemaker. Tuttavia, in alcuni casi, gli svenimenti possono ripresentarsi a causa di una tendenza alla pressione bassa non trattata dal pacemaker. Riconoscere questi fattori è importante per offrire un trattamento più completo e aiutare i pazienti a prevenire nuovi episodi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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