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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/01/2019 Lettura: ~2 min

Frequenza cardiaca elevata in età adulta e rischio di demenza nei 20 anni successivi

Fonte
Wanq S et al. Am J Cardiol. 2019 Jan 15;123(2):334-340. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.10.013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio ha esaminato se una frequenza cardiaca più alta a riposo in età adulta possa essere collegata a un aumento del rischio di problemi cognitivi e demenza nel tempo. I risultati aiutano a capire meglio come il cuore e la mente possono influenzarsi a vicenda nel corso degli anni.

Che cosa significa la frequenza cardiaca a riposo

La frequenza cardiaca a riposo è il numero di battiti del cuore al minuto quando una persona è calma e ferma. È un dato importante perché può indicare la salute del cuore e del sistema circolatorio.

Lo studio e i partecipanti

Lo studio ha coinvolto 13.720 adulti senza problemi di ictus o fibrillazione atriale, seguiti per circa 20 anni. All'inizio, tra il 1990 e il 1992, è stata misurata la frequenza cardiaca a riposo con un elettrocardiogramma, un esame che registra l'attività elettrica del cuore.

I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi in base alla frequenza cardiaca:

  • meno di 60 battiti al minuto (gruppo di riferimento)
  • 60-69 battiti al minuto
  • 70-79 battiti al minuto
  • 80 o più battiti al minuto

Valutazione della funzione cognitiva

La capacità di pensare e ricordare è stata valutata con tre test specifici, eseguiti all'inizio dello studio e in due momenti successivi (1996-1998 e 2011-2013). Questi test misurano diverse abilità mentali come la memoria, la velocità di elaborazione e la capacità di trovare parole.

Risultati principali

  • I partecipanti con frequenza cardiaca a riposo di 80 battiti al minuto o più hanno mostrato un declino cognitivo maggiore nel tempo rispetto a chi aveva una frequenza inferiore a 60.
  • Questi stessi partecipanti avevano un rischio più alto di sviluppare demenza nei 20 anni successivi.

In particolare, il rischio di demenza era circa il 28% più alto rispetto al gruppo con frequenza cardiaca più bassa.

Significato e prospettive future

Questi risultati suggeriscono che una frequenza cardiaca più alta a riposo in età adulta può essere un segnale di un rischio maggiore di problemi cognitivi e demenza nel lungo termine. Tuttavia, non è ancora chiaro se questo sia un rapporto diretto o se dipenda da altri fattori legati alla salute.

Ulteriori ricerche sono necessarie per capire se intervenire sulla frequenza cardiaca possa aiutare a ridurre il rischio di declino mentale.

In conclusione

Una frequenza cardiaca più elevata a riposo in età adulta è associata a un rischio maggiore di declino cognitivo e demenza nei successivi 20 anni. Questo studio evidenzia l'importanza di monitorare la salute del cuore anche per la protezione della funzione mentale nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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