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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~3 min

Quando la chirurgia dell’arco aortico non basta

Fonte
Gabriele Iannelli e Luigi Di Tommaso, AOU Federico II, Napoli

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

La dissecazione dell’arco aortico è una condizione grave che può richiedere interventi chirurgici complessi. Negli ultimi anni, sono emerse nuove tecniche meno invasive che offrono alternative importanti per alcuni pazienti, migliorando la sicurezza e il recupero.

Che cos’è la dissecazione aortica di tipo A

La dissecazione aortica di tipo A è una situazione in cui si crea una lacerazione nella parete dell’aorta, la grande arteria che esce dal cuore. Questo può causare gravi problemi, come la riduzione del flusso di sangue al cervello e ad altri organi. Senza un trattamento rapido, la mortalità è molto alta, specialmente nelle prime 24 ore.

Il trattamento chirurgico tradizionale

La soluzione più comune è un intervento chirurgico urgente che prevede la sostituzione della parte danneggiata dell’aorta e, se necessario, della valvola aortica. A volte è necessario intervenire anche sull’arco aortico, la porzione curva dell’aorta. Nonostante i progressi, questo tipo di operazione comporta ancora un rischio significativo, con un tasso di mortalità intorno al 23%.

Le difficoltà dopo l’intervento

Anche dopo un intervento riuscito, alcuni pazienti possono sviluppare problemi come la dilatazione o una nuova dissecazione dell’arco aortico o di altre parti dell’aorta. Questi casi possono richiedere un secondo intervento, che è più rischioso del primo.

La chirurgia mini-invasiva con stent non rivestiti

Per evitare un secondo intervento a cuore aperto, è stata sviluppata una tecnica meno invasiva che utilizza stent non rivestiti, chiamati bare-stent. Questi piccoli dispositivi metallici vengono inseriti attraverso un vaso sanguigno nella gamba e posizionati nell’aorta per chiudere la lacerazione e stabilizzare la parete dell’arteria.

Come funzionano i bare-stent

  • Riapplicano le pareti interne dell’aorta lacerate.
  • Favoriscono la chiusura del falso lume, cioè la parte danneggiata dove il sangue non dovrebbe fluire.
  • Permettono il passaggio del sangue verso i vasi importanti che portano sangue al cervello.

Tipi di stent utilizzati

Inizialmente si usavano stent in acciaio montati su palloncini che li espandono. Successivamente sono stati sostituiti da stent in nitinolo, un materiale che si espande da solo e si adatta meglio alla forma curva dell’arco aortico.

Esperienza clinica e vantaggi

In un caso recente, un paziente di 45 anni con una nuova dissecazione dell’arco aortico, già operato in passato, è stato trattato con successo utilizzando uno stent inserito attraverso l’arteria femorale. L’intervento è durato circa 30 minuti, è stato eseguito con anestesia locale e ha evitato le complicazioni di un’operazione a cuore aperto.

  • Non è stata necessaria una nuova apertura del torace.
  • Si è evitata la circolazione extracorporea e l’ipotermia profonda, tecniche complesse e rischiose.
  • Il paziente ha potuto tornare a casa in pochi giorni con un recupero completo.

In conclusione

La chirurgia mini-invasiva con stent non rivestiti rappresenta una valida alternativa per trattare alcune complicazioni della dissecazione dell’arco aortico. Questa tecnica permette di ridurre i rischi e migliorare il recupero rispetto alla chirurgia tradizionale, offrendo nuove speranze anche in situazioni di emergenza.

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