Che cosa è stato studiato
Uno studio svizzero chiamato Swiss AF ha analizzato più di 2000 persone con fibrillazione atriale di età superiore a 65 anni, sottoponendole a risonanza magnetica cerebrale (RMN). L'obiettivo era capire la presenza di lesioni cerebrali e il loro effetto sulle funzioni cognitive.
Risultati principali
- Dei pazienti studiati, la maggior parte assumeva farmaci anticoagulanti per prevenire l’ictus.
- Nonostante questo, circa il 15% presentava infarti cerebrali di grandi dimensioni, il 19% piccole aree ischemiche chiamate lacune e un altro 19% microemorragie cerebrali, cioè piccole perdite di sangue nel cervello.
- Il test cognitivo Montreal Cognitive Assessment ha mostrato che il declino delle capacità mentali era collegato soprattutto alla presenza di infarti di grandi dimensioni.
- Le piccole lesioni ischemiche e le microemorragie non sembravano influenzare il declino cognitivo.
Importanza dello studio
Lo studio dimostra che anche con una corretta terapia anticoagulante, le lesioni ischemiche cerebrali sono più frequenti rispetto a chi non ha fibrillazione atriale. Inoltre, solo le lesioni di grandi dimensioni sembrano causare problemi cognitivi.
La terapia anticoagulante si è rivelata sicura, poiché non è stata associata a un aumento delle microemorragie.
Limiti e considerazioni
- Lo studio ha eseguito una sola RMN per paziente, quindi non è chiaro se le lesioni fossero già presenti prima della terapia anticoagulante o si siano sviluppate dopo.
- Non sono stati confrontati i diversi tipi di anticoagulanti (DOACs vs AVK) per valutare eventuali differenze.
- Altri studi hanno confermato che la presenza di infarti cerebrali silenti può raddoppiare il rischio di demenza.
- Un altro studio ha osservato che nei pazienti con nuovi casi di fibrillazione atriale la presenza di infarti cerebrali silenti era più che raddoppiata.
- Al contrario, non è stata trovata correlazione tra fibrillazione atriale e alterazioni della sostanza bianca cerebrale in un altro studio.
In conclusione
La terapia anticoagulante orale è molto efficace nel ridurre il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia, non elimina completamente il rischio di infarti cerebrali silenti, che possono contribuire al declino cognitivo. Sono necessari ulteriori studi per capire se alcuni tipi di anticoagulanti possano offrire una protezione migliore contro queste lesioni.