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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2019 Lettura: ~2 min

ISAR-REACT 5: il prasugrel è più efficace del ticagrelor nei pazienti con sindrome coronarica acuta dopo un anno

Fonte
ESC 2019 - scientific session; New England Journal of Medicine

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due farmaci usati per prevenire problemi cardiaci gravi in pazienti con sindrome coronarica acuta. I risultati mostrano che il prasugrel può offrire maggiori benefici rispetto al ticagrelor, senza aumentare il rischio di sanguinamento. È importante comprendere questi dati per conoscere meglio le opzioni di trattamento disponibili.

Che cos'è lo studio ISAR-REACT 5?

Lo studio ISAR-REACT 5 ha confrontato due farmaci antipiastrinici, il prasugrel e il ticagrelor, in pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA). Questa condizione riguarda problemi improvvisi al cuore causati da un ridotto flusso di sangue alle arterie coronarie.

Chi ha partecipato allo studio?

  • 4018 pazienti con SCA, di cui circa il 41% con STEMI (infarto con sopraslivellamento del tratto ST),
  • 46,2% con non-STEMI (infarto senza sopraslivellamento),
  • 12,7% con angina instabile (dolore al petto causato da ridotto flusso sanguigno).

L'età media era di 64 anni e il 24% erano donne.

Come sono stati trattati i pazienti?

  • Il gruppo ticagrelor ha ricevuto una dose iniziale di 180 mg subito dopo la diagnosi, seguita da 90 mg due volte al giorno.
  • Il gruppo prasugrel ha ricevuto 60 mg subito se avevano STEMI, oppure dopo l'angiografia se avevano non-STEMI o angina instabile, seguiti da una dose di mantenimento di 10 mg al giorno (o 5 mg in caso di età avanzata o peso basso).
  • Tutti i pazienti hanno assunto aspirina insieme a questi farmaci per 12 mesi.

Quali sono stati i risultati principali?

  • Il gruppo che ha ricevuto prasugrel ha avuto meno casi di morte, infarto o ictus dopo un anno (6,8%) rispetto al gruppo ticagrelor (9,3%).
  • Non c'è stata differenza significativa nel rischio di sanguinamento grave tra i due gruppi (4,8% con prasugrel vs 5,4% con ticagrelor).
  • Il tasso di trombosi dello stent, cioè la formazione di coaguli nel dispositivo impiantato per aprire l'arteria, è stato più basso nel gruppo prasugrel (0,6% vs 1,1%).
  • Più pazienti nel gruppo ticagrelor hanno interrotto la terapia entro un anno rispetto al gruppo prasugrel (15,2% vs 12,5%).

Cosa significa questo per i pazienti con SCA?

I risultati indicano che il prasugrel potrebbe essere una scelta migliore come trattamento antipiastrinico di prima linea per i pazienti con sindrome coronarica acuta, in particolare per chi non ha STEMI e non riceve un pretrattamento prima dell'angiografia.

Lo studio ha messo a confronto non solo due farmaci, ma anche due strategie di trattamento diverse, considerando il tipo di paziente e il momento della somministrazione del farmaco.

In conclusione

Lo studio ISAR-REACT 5 ha dimostrato che, in pazienti con sindrome coronarica acuta, il trattamento con prasugrel è associato a un rischio più basso di eventi gravi come morte, infarto o ictus rispetto al ticagrelor, senza aumentare il rischio di sanguinamento. Questi risultati aiutano a guidare la scelta della terapia antipiastrinica più adatta per migliorare la salute del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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