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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/10/2019 Lettura: ~3 min

Supporto multi-organo e tecniche extracorporee nei pazienti critici: una nuova prospettiva

Fonte
C. Ronco, Z. Ricci, F. Husain – Syed. From multiple organ support therapy (MOST) to extracorporeal organ support (ECOS) in critically ill patients. ICU Management and practice. Vol 18 (1), 2018

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1207 Sezione: 60

Introduzione

La cura dei pazienti in condizioni critiche è sempre più complessa a causa dell’età avanzata e di altre malattie associate. Spesso, quando un organo si ammala, anche altri organi possono peggiorare insieme, creando una situazione difficile da gestire. In questo contesto, esistono tecniche avanzate che aiutano a sostenere le funzioni degli organi compromessi, migliorando le possibilità di recupero.

Che cosa significa supporto multi-organo nei pazienti critici

Nei pazienti molto gravi, diversi organi possono smettere di funzionare correttamente uno dopo l’altro. Questo succede spesso in condizioni come la sepsi (un’infezione grave) o il danno renale acuto, dove il problema iniziale si estende ad altri organi. Ad esempio, il cuore e i reni possono influenzarsi a vicenda in modi complessi, dando origine a diverse forme di malattia chiamate sindromi cardio-renali. Anche i polmoni, il fegato e l’intestino possono essere coinvolti, peggiorando la situazione generale del paziente.

Le terapie di supporto multi-organo (MOST)

Per aiutare questi pazienti, si utilizzano diverse tecniche che supportano le funzioni vitali degli organi. Queste includono:

  • Supporto respiratorio con ventilazione meccanica o ossigenazione extracorporea (ECMO), che aiuta i polmoni a fornire ossigeno al corpo.
  • Supporto cardiaco con dispositivi che aiutano il cuore a pompare il sangue.
  • Trattamenti per la funzione renale, come la dialisi, che rimuovono le sostanze tossiche e regolano i liquidi nel corpo.
  • Supporto epatico con tecniche come la plasmaferesi, che aiutano il fegato a eliminare le tossine.

Queste terapie vengono spesso combinate per garantire che tutti gli organi ricevano il giusto supporto.

Il concetto di supporto d’organo con tecniche extracorporee (ECOS)

Il termine ECOS indica tutte le terapie in cui il sangue del paziente viene fatto passare attraverso macchine esterne per supportare o sostituire la funzione di uno o più organi. Queste tecniche si basano sull’idea che il sangue è il mezzo attraverso cui tutti gli organi sono collegati, quindi trattare il sangue permette di influenzare positivamente più organi contemporaneamente.

Ad esempio, in pazienti con sepsi e danno renale, la dialisi non solo aiuta i reni, ma può anche migliorare la pressione sanguigna e la funzione degli altri organi, eliminando sostanze dannose dal sangue.

Tipi di supporto extracorporeo

  • Supporto renale: tecniche di depurazione che rimuovono acqua, sali e tossine, correggendo anche gli squilibri nel corpo.
  • Assorbimento: utilizzo di filtri speciali per eliminare molecole dannose direttamente dal sangue.
  • Supporto cardiaco: dispositivi come la ECMO veno-arteriosa che aiutano il cuore a pompare il sangue.
  • Supporto respiratorio: la ECMO veno-venosa aiuta i polmoni a ossigenare il sangue quando la ventilazione tradizionale non è sufficiente. Esiste anche una tecnica chiamata ECCO₂R che aiuta a rimuovere l’anidride carbonica in eccesso.
  • Supporto epatico: tecniche che rimuovono tossine legate alle proteine nel sangue, come la bilirubina e l’ammoniaca, aiutando il fegato.

Importanza di un approccio personalizzato

È fondamentale adattare il tipo e l’intensità del trattamento alle esigenze specifiche di ogni paziente. Bisogna bilanciare i benefici del supporto con il rischio di perdere sostanze importanti come proteine e farmaci nel corso delle terapie.

In conclusione

La gestione dei pazienti critici con insufficienza di più organi richiede un insieme di tecniche avanzate che lavorano insieme per sostenere le funzioni vitali. Le terapie extracorporee rappresentano un passo avanti importante, permettendo di trattare il sangue e quindi influenzare positivamente più organi contemporaneamente. Nel futuro, nuove tecnologie potranno migliorare ulteriormente i risultati per questi pazienti molto fragili.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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