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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/03/2020 Lettura: ~2 min

Effetto della furosemide sull’ossigeno nei reni in pazienti con shock settico

Fonte
Blood Purif. 2019;48(4):336-345. doi: 10.1159/000501512. Epub 2019 Jul 23.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1206 Sezione: 60

Introduzione

Questo studio ha esaminato come la somministrazione di furosemide, un farmaco diuretico, influisce sulla quantità di ossigeno presente nei reni di pazienti con shock settico. I risultati aiutano a capire meglio cosa succede ai reni in questa condizione grave e come il trattamento può modificarne l’ossigenazione.

Che cosa significa la tensione renale d’ossigeno

La tensione dell'ossigeno urinario (PuO2) è una misura che indica quanto ossigeno è presente nel tessuto renale, in particolare nella parte interna del rene chiamata midollare. Un livello basso di ossigeno in questa zona può portare a danni renali, soprattutto in condizioni di sepsi, un’infezione grave che può causare shock.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio è stato fatto in un reparto di terapia intensiva su sette pazienti adulti con shock settico. Durante il loro trattamento, sono state effettuate misurazioni continue della PuO2 per valutare lo stato di ossigenazione dei loro reni.

Somministrazione di furosemide e risultati

I pazienti hanno ricevuto in totale 29 infusioni di furosemide, un farmaco che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso attraverso l’urina. Le dosi somministrate erano di 20 mg o 40 mg per via endovenosa.

Prima della somministrazione, i livelli di ossigeno nei reni erano bassi, con una media di circa 21,2 mm Hg (una misura della pressione dell’ossigeno). Dopo la furosemide, i valori di ossigeno sono aumentati significativamente:

  • Dopo 20 minuti: 26 mm Hg
  • Dopo 40 minuti: 27,5 mm Hg
  • Dopo 60 minuti: 28,5 mm Hg

Questo aumento è stato più evidente nei pazienti che hanno risposto al farmaco con un aumento della produzione di urina superiore a 2 millilitri per chilogrammo all’ora.

Cosa significa questo per i pazienti con shock settico

I risultati mostrano che nei pazienti con shock settico i reni possono avere un basso livello di ossigeno, simile a quanto osservato in studi sperimentali. La somministrazione di furosemide sembra migliorare l’ossigenazione renale, soprattutto quando il farmaco induce un aumento significativo della diuresi (produzione di urina).

In conclusione

In pazienti con shock settico, i reni possono essere a rischio di danno a causa della scarsa ossigenazione. La furosemide, aumentando la produzione di urina, può anche aumentare la quantità di ossigeno nei reni. Questi dati aiutano a comprendere meglio come il trattamento influisce sulla funzione renale in condizioni critiche.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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