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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/04/2020 Lettura: ~2 min

Vantaggi e rischi degli anticoagulanti orali nei grandi anziani: confronto tra VKA, dabigatran e rivaroxaban

Fonte
Fauchier L, Blin P, Sacher F et al. EP Europace, 2020; 22 (2); 205–215.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato diversi tipi di anticoagulanti orali in persone molto anziane, oltre gli 85 anni. Questi farmaci aiutano a prevenire problemi come ictus e embolie, ma possono anche aumentare il rischio di sanguinamenti. Lo studio aiuta a capire meglio i benefici e i rischi di questi trattamenti in una fascia di età spesso poco rappresentata nelle ricerche.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 50.000 pazienti francesi con più di 85 anni, confrontando tre tipi di anticoagulanti orali:

  • VKA inibitori della vitamina K
  • Dabigatran (dose 110 mg due volte al giorno)
  • Rivaroxaban (dose 15 mg)

Lo studio ha seguito questi pazienti per almeno un anno, per valutare sia l'efficacia nel prevenire ictus o embolie, sia la sicurezza riguardo al rischio di sanguinamenti.

I risultati principali

  • Il rischio di ictus o embolia con rivaroxaban è risultato simile a quello con i VKA.
  • Con dabigatran il rischio di ictus o embolia è risultato più basso rispetto ai VKA.
  • Il rischio complessivo di sanguinamenti è stato simile con tutti e tre i farmaci.
  • Le emorragie intracraniche (cioè sanguinamenti all’interno del cervello) sono risultate significativamente ridotte solo con dabigatran.
  • La mortalità totale è risultata leggermente ridotta con rivaroxaban e in modo significativo con dabigatran rispetto ai VKA.

Perché è importante questo studio

Questo studio è particolarmente utile perché riguarda i grandi anziani, un gruppo spesso poco rappresentato nelle ricerche precedenti. I risultati mostrano che è importante continuare a trattare con anticoagulanti anche questa fascia di età, poiché i benefici superano i rischi.

Inoltre, la sicurezza di questi farmaci è confermata, con un basso numero di sanguinamenti maggiori e una riduzione significativa degli emorragie cerebrali con dabigatran.

In conclusione

Nei pazienti molto anziani, oltre gli 85 anni, gli anticoagulanti orali rimangono una scelta importante per prevenire ictus e embolie. Tra i farmaci studiati, il dabigatran a basso dosaggio mostra un vantaggio nel ridurre sia il rischio di eventi trombotici sia quello di sanguinamenti cerebrali, con un miglioramento anche della sopravvivenza. Questi risultati offrono rassicurazione sulla sicurezza e l’efficacia di questi trattamenti anche in età avanzata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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