Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 50.000 pazienti francesi con più di 85 anni, confrontando tre tipi di anticoagulanti orali:
- VKA inibitori della vitamina K
- Dabigatran (dose 110 mg due volte al giorno)
- Rivaroxaban (dose 15 mg)
Lo studio ha seguito questi pazienti per almeno un anno, per valutare sia l'efficacia nel prevenire ictus o embolie, sia la sicurezza riguardo al rischio di sanguinamenti.
I risultati principali
- Il rischio di ictus o embolia con rivaroxaban è risultato simile a quello con i VKA.
- Con dabigatran il rischio di ictus o embolia è risultato più basso rispetto ai VKA.
- Il rischio complessivo di sanguinamenti è stato simile con tutti e tre i farmaci.
- Le emorragie intracraniche (cioè sanguinamenti all’interno del cervello) sono risultate significativamente ridotte solo con dabigatran.
- La mortalità totale è risultata leggermente ridotta con rivaroxaban e in modo significativo con dabigatran rispetto ai VKA.
Perché è importante questo studio
Questo studio è particolarmente utile perché riguarda i grandi anziani, un gruppo spesso poco rappresentato nelle ricerche precedenti. I risultati mostrano che è importante continuare a trattare con anticoagulanti anche questa fascia di età, poiché i benefici superano i rischi.
Inoltre, la sicurezza di questi farmaci è confermata, con un basso numero di sanguinamenti maggiori e una riduzione significativa degli emorragie cerebrali con dabigatran.
In conclusione
Nei pazienti molto anziani, oltre gli 85 anni, gli anticoagulanti orali rimangono una scelta importante per prevenire ictus e embolie. Tra i farmaci studiati, il dabigatran a basso dosaggio mostra un vantaggio nel ridurre sia il rischio di eventi trombotici sia quello di sanguinamenti cerebrali, con un miglioramento anche della sopravvivenza. Questi risultati offrono rassicurazione sulla sicurezza e l’efficacia di questi trattamenti anche in età avanzata.