CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2020 Lettura: ~3 min

Aggiornamenti sul Registro Europeo delle Endocarditi Infettive (ESC-EORP)

Fonte
Habib et al - European Heart Journal, Volume 40, Issue 39, 14 October 2019, Pages 3222–3232 - doi:10.1093/eurheartj/ehz620.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'endocardite infettiva è una malattia grave che colpisce il cuore e può essere difficile da curare. Anche se le cure e le diagnosi sono migliorate, la prognosi resta spesso seria. Un registro europeo ha raccolto dati importanti per capire meglio questa malattia e trovare modi per aiutare chi ne soffre.

Che cos'è l'endocardite infettiva

L'endocardite infettiva (EI) è un'infezione che colpisce le valvole del cuore o le parti interne del cuore stesso. È una malattia seria, con un rischio elevato di complicazioni e mortalità.

Perché la prognosi resta difficile

Nonostante i progressi nelle cure e nella diagnosi, la prognosi dell'EI non è migliorata molto nel tempo. Questo dipende da diversi fattori:

  • la popolazione sta invecchiando e ci sono più persone con malattie croniche;
  • il modo in cui si presenta la malattia è cambiato;
  • ci sono sempre più persone con valvole artificiali o dispositivi cardiaci impiantati, che possono favorire l'infezione.

Il Registro Europeo ESC-EORP

Per studiare meglio l'endocardite infettiva, è stato creato un registro europeo chiamato ESC-EORP European Endocarditis Registry. Questo registro raccoglie informazioni su molti pazienti in diversi paesi per:

  • capire come si presenta la malattia;
  • scoprire le differenze tra paesi;
  • trovare nuovi modi per diagnosticare e curare l'EI;
  • migliorare la prognosi dei pazienti.

Nuove tecniche diagnostiche

Negli ultimi anni sono state introdotte nuove tecniche per aiutare a diagnosticare l'endocardite, come:

  • la tomografia computerizzata multistrato (TC);
  • la risonanza magnetica (RM);
  • tecniche di medicina nucleare, come la PET/TC e la scintigrafia con leucociti marcati, che permettono di vedere l'infezione nel corpo.

Il trattamento e la chirurgia

La chirurgia precoce è spesso raccomandata nei casi complicati di endocardite. Tuttavia, il suo effetto sulla sopravvivenza non è ancora del tutto chiaro e resta un argomento di discussione tra gli specialisti.

Dati del registro su 3116 pazienti

Nel registro sono stati analizzati oltre 3000 pazienti adulti con diagnosi di endocardite infettiva:

  • il 56,6% aveva l'infezione su una valvola naturale del cuore;
  • il 30% su una valvola artificiale (protesi);
  • il 9% su dispositivi cardiaci impiantati.

La maggior parte dei casi (65,6%) si è verificata in persone che hanno contratto l'infezione fuori dall'ospedale, cioè in comunità.

Agenti infettivi più comuni

I batteri più spesso coinvolti sono stati:

  • Stafilococco (44%), un tipo di batterio molto comune e spesso aggressivo;
  • Streptococchi orali (12%), batteri che normalmente vivono in bocca;
  • Enterococchi (16%), batteri presenti nell'intestino;
  • Streptococco Galloliticus (6,6%).

Complicazioni e diagnosi

La PET/TC è stata utilizzata nel 16,6% dei pazienti, risultando particolarmente utile per identificare l'infezione nelle valvole artificiali.

Nel 20,6% dei casi si sono verificati eventi embolici, cioè frammenti di materiale infetto o coaguli che si staccano e possono bloccare i vasi sanguigni in altre parti del corpo. Questi eventi dipendono dalla dimensione delle formazioni infette (vegetazioni) e dalla presenza dello Stafilococco Aureus.

Interventi chirurgici e mortalità

La chirurgia è stata consigliata nel 69% dei pazienti, ma è stata eseguita nel 73,9% di questi casi. Non tutti i pazienti che ne avevano bisogno hanno potuto essere operati.

Il tasso di mortalità in ospedale è stato del 17,1%.

Fattori che aumentano il rischio di morte

Tra i fattori che aumentano il rischio di morte ci sono:

  • un punteggio alto nell'indice di Charlson, che misura la gravità di altre malattie;
  • livelli elevati di creatinina nel sangue (oltre 2 mg/dl), che indicano problemi ai reni;
  • insufficienza cardiaca congestizia, cioè quando il cuore non pompa bene il sangue;
  • vegetazioni più grandi di 10 mm;
  • complicazioni cerebrali, come infarti o emorragie;
  • ascessi, cioè raccolte di pus nel cuore;
  • non essere stati operati quando la chirurgia era stata consigliata.

In conclusione

L'endocardite infettiva resta una malattia grave con un alto rischio di complicazioni. Il registro europeo ESC-EORP fornisce informazioni importanti per capire meglio questa patologia e migliorare la diagnosi e il trattamento. Nuove tecniche diagnostiche e la chirurgia precoce sono strumenti utili, ma la gestione resta complessa e richiede attenzione particolare, soprattutto nei pazienti più fragili.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA