Che cos'è l'endocardite infettiva
L'endocardite infettiva (EI) è un'infezione che colpisce le valvole del cuore o le parti interne del cuore stesso. È una malattia seria, con un rischio elevato di complicazioni e mortalità.
Perché la prognosi resta difficile
Nonostante i progressi nelle cure e nella diagnosi, la prognosi dell'EI non è migliorata molto nel tempo. Questo dipende da diversi fattori:
- la popolazione sta invecchiando e ci sono più persone con malattie croniche;
- il modo in cui si presenta la malattia è cambiato;
- ci sono sempre più persone con valvole artificiali o dispositivi cardiaci impiantati, che possono favorire l'infezione.
Il Registro Europeo ESC-EORP
Per studiare meglio l'endocardite infettiva, è stato creato un registro europeo chiamato ESC-EORP European Endocarditis Registry. Questo registro raccoglie informazioni su molti pazienti in diversi paesi per:
- capire come si presenta la malattia;
- scoprire le differenze tra paesi;
- trovare nuovi modi per diagnosticare e curare l'EI;
- migliorare la prognosi dei pazienti.
Nuove tecniche diagnostiche
Negli ultimi anni sono state introdotte nuove tecniche per aiutare a diagnosticare l'endocardite, come:
- la tomografia computerizzata multistrato (TC);
- la risonanza magnetica (RM);
- tecniche di medicina nucleare, come la PET/TC e la scintigrafia con leucociti marcati, che permettono di vedere l'infezione nel corpo.
Il trattamento e la chirurgia
La chirurgia precoce è spesso raccomandata nei casi complicati di endocardite. Tuttavia, il suo effetto sulla sopravvivenza non è ancora del tutto chiaro e resta un argomento di discussione tra gli specialisti.
Dati del registro su 3116 pazienti
Nel registro sono stati analizzati oltre 3000 pazienti adulti con diagnosi di endocardite infettiva:
- il 56,6% aveva l'infezione su una valvola naturale del cuore;
- il 30% su una valvola artificiale (protesi);
- il 9% su dispositivi cardiaci impiantati.
La maggior parte dei casi (65,6%) si è verificata in persone che hanno contratto l'infezione fuori dall'ospedale, cioè in comunità.
Agenti infettivi più comuni
I batteri più spesso coinvolti sono stati:
- Stafilococco (44%), un tipo di batterio molto comune e spesso aggressivo;
- Streptococchi orali (12%), batteri che normalmente vivono in bocca;
- Enterococchi (16%), batteri presenti nell'intestino;
- Streptococco Galloliticus (6,6%).
Complicazioni e diagnosi
La PET/TC è stata utilizzata nel 16,6% dei pazienti, risultando particolarmente utile per identificare l'infezione nelle valvole artificiali.
Nel 20,6% dei casi si sono verificati eventi embolici, cioè frammenti di materiale infetto o coaguli che si staccano e possono bloccare i vasi sanguigni in altre parti del corpo. Questi eventi dipendono dalla dimensione delle formazioni infette (vegetazioni) e dalla presenza dello Stafilococco Aureus.
Interventi chirurgici e mortalità
La chirurgia è stata consigliata nel 69% dei pazienti, ma è stata eseguita nel 73,9% di questi casi. Non tutti i pazienti che ne avevano bisogno hanno potuto essere operati.
Il tasso di mortalità in ospedale è stato del 17,1%.
Fattori che aumentano il rischio di morte
Tra i fattori che aumentano il rischio di morte ci sono:
- un punteggio alto nell'indice di Charlson, che misura la gravità di altre malattie;
- livelli elevati di creatinina nel sangue (oltre 2 mg/dl), che indicano problemi ai reni;
- insufficienza cardiaca congestizia, cioè quando il cuore non pompa bene il sangue;
- vegetazioni più grandi di 10 mm;
- complicazioni cerebrali, come infarti o emorragie;
- ascessi, cioè raccolte di pus nel cuore;
- non essere stati operati quando la chirurgia era stata consigliata.
In conclusione
L'endocardite infettiva resta una malattia grave con un alto rischio di complicazioni. Il registro europeo ESC-EORP fornisce informazioni importanti per capire meglio questa patologia e migliorare la diagnosi e il trattamento. Nuove tecniche diagnostiche e la chirurgia precoce sono strumenti utili, ma la gestione resta complessa e richiede attenzione particolare, soprattutto nei pazienti più fragili.