Che cos'è la trimetazidina e come funziona
La trimetazidina è un farmaco usato per aiutare il cuore a lavorare meglio quando riceve meno ossigeno, come succede nell'angina. Agisce migliorando il modo in cui il cuore usa l'energia, favorendo l'uso dello zucchero invece dei grassi, che richiede meno ossigeno.
Lo studio ATPCI: cosa è stato fatto
Lo studio chiamato ATPCI ha coinvolto quasi 6000 pazienti in 27 paesi, tra Europa, Sud America, Asia e Africa. Tutti avevano subito un intervento chiamato rivascolarizzazione percutanea (PCI), che serve ad aprire le arterie del cuore ostruite.
I pazienti avevano dai 21 agli 85 anni e avevano ricevuto l'intervento per angina stabile o per una forma più grave di angina o infarto recente.
Metà dei pazienti ha ricevuto la trimetazidina due volte al giorno, mentre l'altra metà un placebo, cioè una pillola senza principio attivo, per confrontare i risultati.
Cosa si è valutato
L'obiettivo principale era vedere se la trimetazidina potesse ridurre:
- la morte per problemi cardiaci,
- il ricovero in ospedale per eventi cardiaci,
- la persistenza o il ritorno del dolore al petto (angina).
Risultati principali
Dopo circa 4 anni di osservazione, non c'erano differenze significative tra chi aveva preso la trimetazidina e chi il placebo riguardo agli eventi studiati.
Inoltre, gli effetti collaterali gravi erano simili nei due gruppi.
Significato dello studio
Questo studio dimostra che l'uso abituale di trimetazidina dopo un intervento efficace per aprire le arterie, in pazienti che ricevono già le cure mediche migliori, non riduce il dolore al petto né migliora gli esiti cardiaci.
In conclusione
La trimetazidina, pur essendo un farmaco che aiuta il cuore a usare meglio l'energia, non ha mostrato benefici aggiuntivi nel prevenire il dolore al petto o eventi cardiaci dopo un intervento per aprire le arterie coronarie, quando i pazienti seguono già una terapia medica ottimale.