Che cos’è la TAVI e perché si usa
La TAVI (implantazione transcatetere della valvola aortica) è una procedura medica utilizzata da circa 15 anni per sostituire la valvola aortica quando è ristretta (stenosi aortica severa). È un’alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale, particolarmente utile per pazienti anziani o con rischi elevati per l’intervento chirurgico.
Il problema della degenerazione delle bioprotesi
Le valvole impiantate con TAVI sono di tipo biologico (bioprotesi), che tendono a durare meno nel tempo rispetto alle valvole meccaniche. Quando queste valvole si deteriorano, possono causare problemi come insufficienza o stenosi aortica, cioè la valvola non si chiude o non si apre bene.
Nei casi di degenerazione delle valvole chirurgiche, si può intervenire con una nuova TAVI o con un altro intervento chirurgico, se il rischio è accettabile. Per le valvole impiantate con TAVI, invece, non ci sono ancora dati chiari su quanto spesso si deteriorano e quale sia il trattamento migliore.
Perché è difficile studiare la degenerazione della TAVI
La maggior parte dei pazienti che riceve una TAVI sono persone anziane con altre malattie, quindi con una aspettativa di vita limitata. Questo rende difficile osservare a lungo termine la degenerazione della valvola, perché molti pazienti non vivono abbastanza a lungo per vedere questo problema.
Lo studio TRANSIT: cosa è e cosa ha fatto
Lo studio TRANSIT è nato per raccogliere dati da molti centri nel mondo e capire come trattare la degenerazione delle valvole TAVI con una seconda procedura simile (chiamata TAVI-in-TAVI). Inizialmente hanno partecipato circa 60 centri, ma solo 29 hanno potuto fornire dati adeguati.
Questi centri, distribuiti in Europa, America, Medio Oriente e Australia, hanno trattato complessivamente circa 40.000 pazienti con TAVI. Tra questi, 172 hanno ricevuto una seconda TAVI per la degenerazione della prima valvola.
Risultati principali dello studio TRANSIT
- Il motivo principale per la seconda TAVI era insufficienza aortica grave (97 pazienti) o stenosi aortica grave (57 pazienti), con pochi casi di problemi misti.
- Le valvole più usate erano Corevalve e Edwards, che sono state le prime disponibili sul mercato.
- Il tempo tra la prima e la seconda TAVI variava da circa 1 anno a 4 anni, ma questo dato non indica necessariamente differenze nella durata delle valvole, a causa dell’alta mortalità della popolazione trattata.
- Durante la seconda procedura, è stato possibile impiantare la nuova valvola senza bloccare le arterie coronarie.
- In alcuni casi (ça 14%) rimaneva un’ostruzione moderata al flusso del sangue, e in pochi casi (ça 7%) un rigurgito moderato o grave.
- Ad un anno dalla seconda TAVI, la mortalità totale era del 10%, mentre quella legata a problemi cardiaci era del 5,8%.
- Molti pazienti hanno mostrato un miglioramento significativo dei sintomi e una riduzione delle ospedalizzazioni.
- Gli esami ecografici hanno confermato un miglioramento della funzione della valvola a un anno.
Perché questi risultati sono importanti
I risultati dello studio TRANSIT mostrano che la seconda TAVI è una procedura sicura ed efficace per trattare la degenerazione della prima valvola impiantata con TAVI. Questo è particolarmente importante ora che la TAVI viene utilizzata anche in pazienti più giovani, che hanno una aspettativa di vita più lunga e quindi potrebbero necessitare di un secondo intervento.
Lo studio continuerà a raccogliere dati da nuovi centri per migliorare la comprensione e guidare le scelte future sul trattamento delle valvole aortiche degeneranti.
In conclusione
Il progetto TRANSIT ha raccolto la più ampia esperienza mondiale sul trattamento con una seconda TAVI dei pazienti con valvole aortiche impiantate con TAVI che si sono deteriorate. I dati confermano che questa seconda procedura è sicura e migliora i sintomi e la funzionalità della valvola a un anno dall’intervento. Questi risultati sono fondamentali per offrire nuove opzioni di cura a pazienti che in futuro potrebbero aver bisogno di un secondo impianto, soprattutto considerando l’uso crescente della TAVI anche in persone più giovani.