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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/12/2020 Lettura: ~3 min

Coagulazione e COVID-19

Fonte
Behnood Bikdeli, Mahesh V Madhavan, Aakriti Gupta, et al., Pharmacological Agents Targeting Thromboinflammation in COVID-19: Review and Implications for Future Research; Thromb Haemost. July 2020.; Raffaele De Caterina, Giancarlo Agnelli, et al., The global Edoxaban Treatment in routine cliNical prActice (ETNA) noninterventional study program: rationale and design; Clin Cardiol. December 2019.; Paolo Colonna, Christian von Heymann, Amparo Santamaria, Yasuyuki Matsushita, Martin Unverdorben, Edoxaban Management in Diagnostic and Therapeutic Procedures (EMIT-AF/VTE)-Trial design; Clin Cardiol. September 2018.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lavinia Forte Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

La COVID-19 può influenzare la coagulazione del sangue, aumentando il rischio di problemi come trombosi o sanguinamenti. È importante capire come gestire al meglio la terapia anticoagulante, soprattutto in pazienti con condizioni complesse e altre malattie. Questo testo spiega in modo semplice le scelte terapeutiche e le considerazioni da fare in questi casi.

Che cosa significa coagulazione alterata nella COVID-19

In alcune persone con COVID-19, il sangue tende a formare coaguli più facilmente. Questo succede perché il virus può danneggiare i vasi sanguigni dei polmoni e attivare il sistema che regola la coagulazione. Un segno di questo problema è l'aumento di una sostanza chiamata D-dimero nel sangue.

Il caso di una paziente complessa

Parliamo di una donna di 75 anni con diverse condizioni di salute: alta pressione, obesità, una precedente malattia tumorale al seno e un episodio passato di embolia polmonare, cioè un coagulo nei polmoni. Era in trattamento con un farmaco anticoagulante chiamato Warfarin, che richiede controlli regolari per assicurarsi che il dosaggio sia giusto.

Quando ha contratto il COVID-19, è stata curata a casa con antibiotici, corticosteroidi e il Warfarin. Il medico di famiglia ha deciso di continuare il Warfarin, anche se un cardiologo aveva suggerito di passare a un altro anticoagulante chiamato Enoxaparina.

Difficoltà nella gestione del Warfarin

Il Warfarin è un farmaco efficace ma delicato, perché il suo effetto deve essere monitorato con un esame chiamato INR. Se l'INR è troppo basso, il rischio è che si formino coaguli; se è troppo alto, aumenta il rischio di sanguinamenti. Nel caso della paziente, il valore di INR è risultato molto alto (6), per cui il Warfarin è stato sospeso e si è iniziata l'Enoxaparina, un anticoagulante più sicuro e facile da gestire in questa fase.

Quali anticoagulanti usare a lungo termine?

Non ci sono ancora molte informazioni certe su quale anticoagulante sia migliore per i pazienti con COVID-19, soprattutto per quelli con situazioni complesse. Gli anticoagulanti più usati sono:

  • Eparina non frazionata e eparina a basso peso molecolare (come l'Enoxaparina), che si somministrano con iniezioni e possono avere anche effetti antinfiammatori.
  • Anticoagulanti orali diretti (DOAC), come Apixaban, Dabigatran, Edoxaban e Rivaroxaban, che si prendono per bocca e non richiedono controlli frequenti del sangue.

I DOAC sono efficaci quanto il Warfarin nel prevenire problemi come l'ictus e hanno un rischio minore di sanguinamenti gravi. Per questo, possono essere una buona scelta per il trattamento a lungo termine, soprattutto in pazienti fragili o con difficoltà a fare controlli frequenti.

In particolare, Edoxaban è risultato sicuro ed efficace in pazienti anziani e fragili, e può essere continuato anche quando si devono fare piccoli interventi medici a basso rischio di sanguinamento.

In conclusione

La gestione della coagulazione nei pazienti con COVID-19 richiede attenzione e personalizzazione. I farmaci anticoagulanti devono essere scelti considerando la sicurezza, l'efficacia e la facilità di controllo, soprattutto in pazienti con molte altre malattie. L'uso di anticoagulanti orali diretti, come Edoxaban, sembra promettente per il trattamento a lungo termine, riducendo il rischio di complicazioni e semplificando la gestione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lavinia Forte

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