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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/08/2020 Lettura: ~3 min

Gestire il rischio di trombosi ed emorragia in un paziente anziano con COVID-19

Fonte
Simona Pierini, Responsabile U.O.S. UTIC, Ospedale E. Bassini - ASST Nord Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simona Pierini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1238 Sezione: 71

Introduzione

Questo racconto riguarda un uomo di 80 anni con una polmonite da COVID-19 che ha dovuto affrontare sia problemi di trombosi (coaguli di sangue) sia di sanguinamento. La sua storia ci aiuta a capire quanto sia complesso bilanciare le cure per prevenire questi due rischi, soprattutto in persone fragili e con altre malattie.

Il caso del paziente

Un uomo di 80 anni, con problemi di cuore e pressione alta, è stato portato in pronto soccorso dopo un episodio di debolezza improvvisa. Da più di una settimana aveva febbre, difficoltà a respirare, stanchezza e perdita di appetito.

Condizioni iniziali e diagnosi

  • Alla visita aveva respiro accelerato e ossigeno nel sangue basso.
  • Gli è stata data ossigeno tramite cannule nasali, migliorando la saturazione.
  • Gli esami hanno mostrato infiammazione e un aumento del D-dimero, un indicatore di possibile formazione di coaguli.
  • La radiografia del torace e il tampone naso-faringeo hanno confermato una polmonite bilaterale da COVID-19.

Trattamenti iniziali

  • È stato ricoverato in reparto geriatrico.
  • Gli sono stati dati antibiotici, idrossiclorochina e una prevenzione per i coaguli con un farmaco anticoagulante a basso dosaggio.
  • Per peggioramento della respirazione è stato iniziato il supporto con CPAP (una maschera che aiuta a respirare meglio).
  • È stata aggiunta una terapia con corticosteroidi per ridurre l’infiammazione.

Complicazioni trombotiche

  • Il D-dimero è aumentato molto, suggerendo un rischio elevato di coaguli.
  • Gli esami hanno trovato trombosi (coaguli) nelle vene delle gambe, ma nessuna embolia polmonare.
  • La dose di anticoagulante è stata aumentata per cercare di sciogliere i coaguli.

Complicazioni emorragiche

  • Durante il miglioramento della respirazione, il paziente ha avuto un grave sanguinamento interno in un muscolo della schiena (muscolo ileopsoas destro).
  • La terapia anticoagulante è stata sospesa.
  • È stato necessario trasfondere sangue e fare procedure per fermare il sanguinamento.

Ulteriori sviluppi

  • Il paziente ha avuto un temporaneo peggioramento della funzione renale, poi migliorata.
  • Un nuovo esame ha mostrato che l’ematoma nel muscolo si era ingrandito e che c’era un altro ematoma simile sul lato opposto.
  • La trombosi si è estesa a vene più grandi e sono comparsi segni di embolia polmonare.
  • Questi segni indicano una coagulazione intravascolare disseminata (DIC), una condizione grave legata alla sepsi da COVID-19, con contemporaneo rischio di coaguli e sanguinamenti.

Decisioni terapeutiche

  • Il team medico ha deciso di riprendere l’anticoagulante a dosi più basse per bilanciare i rischi.
  • È stato posizionato un filtro nella vena cava (un grande vaso sanguigno) per prevenire che coaguli raggiungano i polmoni.
  • Il decorso è stato lento ma con miglioramento progressivo, con risoluzione degli ematomi e riduzione del bisogno di ossigeno.
  • La terapia anticoagulante è stata poi cambiata in un farmaco orale ben tollerato, senza ulteriori sanguinamenti.
  • Il paziente ha perso peso e massa muscolare durante la degenza, ma ha recuperato funzionalità grazie alla fisioterapia.

Riflessioni sul caso

La malattia da COVID-19 aumenta molto il rischio di formazione di coaguli nel sangue, che può richiedere l’uso di anticoagulanti a dosi elevate. Tuttavia, in pazienti fragili come questo, anche il rischio di sanguinamento è alto. Gestire contemporaneamente questi due pericoli è molto complesso e richiede un lavoro di squadra tra diversi specialisti e un adattamento continuo delle terapie in base all’evoluzione della malattia.

In conclusione

Questo caso mostra quanto sia delicato il bilanciamento tra prevenzione dei coaguli e rischio di sanguinamento nei pazienti anziani con COVID-19 e altre malattie. La gestione richiede attenzione, monitoraggio costante e un approccio personalizzato per garantire la migliore cura possibile in situazioni complesse.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simona Pierini

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