Cosa abbiamo imparato dalla pandemia
Durante il primo anno di pandemia, molti ricoveri in Medicina Interna sono stati ridotti, circa 600.000 in meno rispetto agli anni precedenti. Questi ricoveri riguardavano soprattutto pazienti con malattie croniche che si erano aggravate. La gestione dei pazienti COVID-19 ha richiesto attenzione non solo ai problemi respiratori, ma anche a quelli del cuore, del cervello, dei reni e dei vasi sanguigni.
Inoltre, si sono sviluppate nuove competenze per rispondere alle emergenze con reparti specializzati chiamati High-Care, che offrono cure intermedie tra quelle intensive e quelle normali.
La pandemia ha anche stimolato un approccio più multidisciplinare, cioè con medici di diverse specialità che lavorano insieme, superando vecchie divisioni. Questo ha permesso di curare meglio i pazienti e di evitare visite o esami inutili, risparmiando tempo e risorse.
Il recupero dei ricoveri e l'evoluzione dell'ospedale
Nel 2021, grazie a questo nuovo modo di lavorare, si è recuperato oltre il 90% dei ricoveri persi nel 2020. I pazienti assistiti avevano malattie come bronchite cronica, insufficienza cardiaca, diabete, problemi renali, polmoniti, infezioni gravi e infarti cerebrali.
La medicina interna ha gestito il 70% dei pazienti COVID durante la pandemia. Oggi, il numero di ricoveri è quasi tornato ai livelli pre-pandemia, con solo un 8% in meno rispetto al 2018.
Si sta puntando a rendere l'ospedale più flessibile e adattabile, un vero centro di assistenza sanitaria che può evolversi secondo le necessità. Inoltre, si sta sviluppando la telemedicina, cioè la possibilità di visitare e seguire i pazienti a distanza, per migliorare l'accesso alle cure.
Progetti importanti in medicina interna
Gestione dello scompenso cardiaco
Lo scompenso cardiaco è una malattia in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Negli ultimi anni ci sono stati importanti progressi nella diagnosi e nel trattamento, come l'uso di test rapidi per valutare la gravità e nuovi farmaci che aiutano a controllare la malattia e i suoi effetti.
Un progetto chiamato PROMETHEUS coinvolge sei Paesi europei e mira a migliorare la gestione dello scompenso cardiaco nei reparti di Medicina Interna. Medici esperti hanno formato i colleghi attraverso corsi e incontri, per condividere le migliori pratiche e aggiornamenti scientifici.
Gestione del diabete mellito
Il diabete mellito è una malattia molto diffusa che richiede cure specifiche. Negli ultimi anni sono arrivati nuovi farmaci che migliorano la salute dei pazienti e riducono i rischi di complicazioni. Le linee guida più recenti suggeriscono di scegliere i farmaci in base alle caratteristiche di ogni persona.
FADOI ha avviato uno studio chiamato FADOI-MINDER per capire come vengono usate queste terapie nei reparti di Medicina Interna in Italia e per valutare l'effetto di un programma formativo dedicato ai medici. Lo studio coinvolge 54 ospedali e prevede la raccolta di dati prima e dopo la formazione, per migliorare l'aderenza alle raccomandazioni scientifiche.
In conclusione
La medicina interna ha un ruolo centrale nel rilancio del sistema sanitario dopo la pandemia. Grazie a un approccio multidisciplinare, nuove tecnologie e progetti educativi, è possibile offrire cure più efficaci e personalizzate. Il recupero dei ricoveri e l'attenzione a malattie importanti come lo scompenso cardiaco e il diabete dimostrano come la medicina interna stia lavorando per garantire un'assistenza di qualità nel futuro.