Che cosa è successo al paziente
Un uomo di 74 anni con problemi di colesterolo alto, pressione alta e una moderata insufficienza renale è stato ricoverato per un infarto acuto del cuore (detto STEMI) causato da un blocco completo di un'arteria coronarica destra dovuto a un grande trombo.
Storia clinica precedente
- Nel 2005 aveva già avuto problemi cardiaci con segni di malattia coronarica, ma senza ostruzioni gravi.
- Era stato seguito con farmaci per il cuore senza interventi invasivi.
- In seguito aveva avuto episodi di fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca, gestita con farmaci ma senza anticoagulanti orali.
- Gli esami del cuore mostravano una funzione ventricolare normale e qualche lieve problema valvolare.
Evento acuto e interventi
A febbraio 2020 il paziente ha avuto un forte dolore al petto e altri sintomi che hanno portato al ricovero urgente. L'elettrocardiogramma ha mostrato un infarto con elevazione del tratto ST e fibrillazione atriale bloccata.
Durante la coronarografia urgente, è stata trovata una trombosi massiva nell'arteria coronarica destra. Sono stati fatti diversi tentativi per rimuovere il trombo con strumenti specifici e dilatazioni, ma senza successo nel ripristinare il flusso sanguigno completo.
Per questo motivo non è stato impiantato uno stent (un piccolo tubicino per mantenere aperta l'arteria) e si è iniziata una terapia con eparina (un anticoagulante somministrato per via endovenosa) e un farmaco che impedisce alle piastrine di aggregarsi.
Proseguimento della terapia e follow-up
Dopo 5 giorni è stata ripetuta la coronarografia che ha mostrato un miglioramento del flusso sanguigno, anche se erano ancora presenti residui di trombo. Si è deciso di continuare senza stent per evitare complicazioni.
Il paziente è stato dimesso con una terapia medica ottimizzata, che includeva:
- Beta-bloccanti, ACE-inibitori, diuretici e altri farmaci per il cuore e la pressione
- Statine ad alto dosaggio per il controllo del colesterolo
- Anticoagulante orale diretto (Dabigatran) in associazione a un antiaggregante piastrinico (acido acetilsalicilico)
Il paziente è rimasto senza sintomi e senza nuovi eventi cardiaci o vascolari.
Risultati a un anno
Un controllo angiografico effettuato un anno dopo ha mostrato la completa riapertura dell'arteria coronarica destra senza segni di trombosi residua, con un flusso sanguigno normale.
In conclusione
In questo caso, l'uso di un anticoagulante orale diretto insieme a un antiaggregante piastrinico ha permesso di risolvere una grave occlusione coronarica causata da un grande trombo, evitando l'impianto di stent e ottenendo una completa ricanalizzazione dell'arteria dopo un anno.