Che cosa significa la terapia antitrombotica dopo TAVI
La terapia antitrombotica serve a prevenire la formazione di coaguli (trombi) che possono causare problemi come l’ostruzione dei vasi sanguigni. Dopo la sostituzione della valvola aortica con la tecnica percutanea (TAVI), è importante scegliere il trattamento più adatto per ogni paziente.
Per i pazienti che assumono anticoagulanti orali
- Se hanno subito un’angioplastica con inserimento di uno stent negli ultimi 3 mesi, devono seguire una duplice terapia per un periodo da 1 a 6 mesi. Questa terapia combina un farmaco antiaggregante (aspirina o clopidogrel) con un anticoagulante orale.
- La durata di questa duplice terapia dipende dal bilancio tra il rischio di sviluppare coaguli e il rischio di sanguinamento.
- Dopo questo periodo, si continua solo con l’anticoagulante orale.
- Non ci sono indicazioni precise su quale tipo di anticoagulante orale usare (antagonista della vitamina K o nuovi anticoagulanti), perché non ci sono ancora prove sufficienti.
Per i pazienti senza indicazione a terapia anticoagulante orale
- Se hanno avuto uno stent negli ultimi 3 mesi, si consiglia una duplice terapia antiaggregante, cioè l’uso combinato di aspirina e clopidogrel, per un certo periodo.
- Dopo questo periodo, si passa a una singola terapia antiaggregante, cioè solo un farmaco come l’aspirina.
- Se non hanno avuto uno stent negli ultimi 3 mesi, possono essere dimessi con una singola terapia antiaggregante da continuare a tempo indefinito.
In conclusione
Le nuove raccomandazioni europee indicano come gestire i farmaci per prevenire i coaguli dopo la sostituzione della valvola aortica con TAVI. La scelta del trattamento dipende dalla presenza o meno di uno stent e dall’uso di anticoagulanti orali. Questo aiuta a bilanciare la prevenzione dei coaguli con il rischio di sanguinamento, offrendo un percorso terapeutico più sicuro e personalizzato.