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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/06/2021 Lettura: ~3 min

Un'embolia polmonare scoperta inaspettatamente

Fonte
Matteo Bergamo, Sabina Villalta; Ospedali di Portogruaro e Castelfranco Veneto; Bibliografia inclusa nel testo originale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Matteo Bergamo - Sabina Villalta Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1250 Sezione: 72

Introduzione

Questo testo racconta la storia di una donna con un tumore cerebrale che ha scoperto di avere un'embolia polmonare senza sintomi evidenti. Parliamo di come viene diagnosticata questa condizione, quali sono le opzioni di trattamento anticoagulante e cosa si sa oggi riguardo alla gestione di questi casi, soprattutto quando il tumore coinvolge il cervello.

Che cos'è successo alla paziente

Una donna di 68 anni si è presentata in pronto soccorso con difficoltà nel parlare e nel muoversi, che erano comparse da circa una settimana. Gli esami al cervello hanno mostrato delle lesioni sospette, compatibili con un tumore chiamato glioblastoma multifocale. Durante gli accertamenti per valutare lo stato generale, è stata trovata per caso un'embolia polmonare, cioè un blocco di un vaso nei polmoni causato da un coagulo di sangue, anche se lei non aveva sintomi specifici per questa condizione.

Che cos'è un'embolia polmonare incidentale

Un'embolia polmonare incidentale è una condizione che si scopre per caso, spesso durante esami fatti per altri motivi, come nel caso di pazienti con tumore. Non sempre ci sono sintomi evidenti, ma questo non significa che non sia importante. Infatti, molti pazienti con tumore che hanno un'embolia polmonare "non sospettata" possono comunque presentare segni come stanchezza, respiro corto o tosse, che però possono essere confusi con i sintomi della malattia oncologica stessa.

Quanto è frequente e perché è importante riconoscerla

  • L'embolia polmonare non sospettata è sempre più spesso diagnosticata grazie all'uso diffuso della TAC.
  • Può interessare circa il 2,6% dei pazienti con tumore, soprattutto nei primi mesi di chemioterapia.
  • Il rischio di complicazioni e la prognosi sono simili a quelli delle embolie con sintomi evidenti, tranne per alcune forme molto limitate.

Come si tratta l'embolia polmonare nei pazienti con tumore

Il trattamento anticoagulante serve a prevenire la formazione di nuovi coaguli e a ridurre il rischio di complicazioni. Negli ultimi anni, i farmaci chiamati DOAC (anticoagulanti orali diretti) hanno rivoluzionato la terapia, offrendo un'alternativa efficace e più semplice rispetto alle eparine a basso peso molecolare (EBPM), che si somministrano con iniezioni.

Gli studi più importanti hanno dimostrato che i DOAC sono altrettanto efficaci e sicuri rispetto alle EBPM, anche per le embolie polmonari scoperte in modo incidentale. Tuttavia, in pazienti con tumori del tratto gastrointestinale o con alto rischio di sanguinamento, le EBPM rimangono preferibili.

Particolarità nei tumori cerebrali

La gestione dell'anticoagulazione nei pazienti con tumori cerebrali o metastasi al cervello è più complessa, perché c'è un rischio maggiore di sanguinamenti nel cervello. Gli studi finora non hanno escluso del tutto la possibilità di usare i DOAC in questi casi, ma i dati sono ancora limitati e si raccomanda di valutare ogni paziente singolarmente, considerando i rischi e i benefici, e discutendo con un team multidisciplinare.

Durata della terapia anticoagulante

La durata del trattamento anticoagulante in pazienti con tumore attivo è generalmente prolungata. Interrompere la terapia troppo presto può portare a recidive, cioè alla formazione di nuovi coaguli. Gli studi suggeriscono che continuare la terapia con EBPM o con DOAC a dosi ridotte dopo i primi sei mesi può essere utile per ridurre questo rischio, ma la decisione deve essere personalizzata.

In conclusione

L'embolia polmonare scoperta per caso in pazienti con tumore è una situazione frequente e importante da riconoscere e trattare adeguatamente. La terapia anticoagulante, soprattutto con i nuovi farmaci orali, è efficace e sicura nella maggior parte dei casi, anche se nei tumori cerebrali serve particolare attenzione. La durata del trattamento deve essere valutata in base all'attività della malattia oncologica per prevenire recidive e complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Matteo Bergamo - Sabina Villalta

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