Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio chiamato IAMI ha confrontato due gruppi di pazienti che avevano avuto un infarto al cuore o erano stati sottoposti a un trattamento per migliorare il flusso di sangue al cuore. Un gruppo ha ricevuto il vaccino anti-influenzale, mentre l'altro ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo.
Chi ha partecipato allo studio
- Pazienti con infarto miocardico di tipo STEMI o NSTEMI (due tipi di attacco cardiaco).
- Pazienti con angioplastica per coronaropatia stabile (una procedura per aprire le arterie del cuore).
- Età superiore a 75 anni con altri fattori di rischio.
Risultati principali
- Dopo 12 mesi, chi ha ricevuto il vaccino ha avuto meno eventi cardiaci rispetto a chi ha ricevuto il placebo.
- Il rischio di morte per qualsiasi causa e per problemi cardiaci è stato più basso nel gruppo vaccinato.
- La frequenza degli eventi combinati (morte, nuovo infarto, trombosi su stent) è stata del 5,3% nel gruppo vaccinato contro il 7,2% nel gruppo placebo.
Altri dettagli importanti
- Lo studio è stato condotto in 8 Paesi e si è concluso prima del previsto a causa della pandemia di Covid-19.
- La maggior parte dei pazienti ha avuto un infarto (54% STEMI, 45% NSTEMI) e il 74% ha ricevuto un'angioplastica.
- Alcuni pazienti inizialmente nel gruppo placebo hanno poi ricevuto il vaccino durante il periodo di osservazione, rendendo i risultati ancora più significativi.
Perché il vaccino può aiutare
Gli esperti pensano che il vaccino anti-influenzale possa avere un effetto protettivo grazie a:
- Un'azione che riduce l'infiammazione nel corpo.
- La prevenzione dell'infezione influenzale, che può scatenare problemi alle arterie del cuore e causare eventi cardiaci.
In conclusione
La vaccinazione contro l'influenza subito dopo un infarto o un trattamento cardiaco può ridurre il rischio di nuovi problemi cardiaci e di morte nei mesi successivi. Questi risultati confermano l'importanza del vaccino anti-influenzale anche per chi ha malattie del cuore.