Che cosa significano aderenza e persistenza
Aderenza indica quanto il paziente segue le indicazioni del medico riguardo alla terapia. Persistenza è il tempo totale durante il quale il paziente continua a prendere il farmaco prescritto.
Il ruolo del medico nella terapia
Il medico non si limita a prescrivere un farmaco, ma la sua visita è già un atto terapeutico. Durante la visita, è importante che il medico:
- Conosca bene il paziente, instaurando un rapporto di fiducia ed empatia.
- Ascolti attentamente il paziente, facendolo sentire protagonista della propria cura.
- Fornisca informazioni chiare e semplici sulla malattia e sulla terapia.
- Prescriva il farmaco solo dopo aver completato questi passaggi.
Il ruolo del farmaco
La scelta del farmaco influisce molto sull'aderenza. Farmaci con meno effetti collaterali, facili da assumere e sicuri aiutano il paziente a seguire meglio la terapia.
Il ruolo del paziente
La psicologia, la cultura e la capacità di capire del paziente sono elementi chiave. Il medico deve conoscere queste caratteristiche per adattare la comunicazione e la prescrizione.
Esempio pratico: i farmaci anticoagulanti
I pazienti che assumono anticoagulanti spesso hanno già avuto problemi seri come embolie o trombosi. Sono quindi motivati e informati sulla loro condizione. In questo caso, il successo della terapia dipende molto dal medico e dal farmaco scelto.
Dabigatran e anticoagulanti vitamina K (AVK)
Tra gli anticoagulanti più usati ci sono i nuovi anticoagulanti orali (DOAC) come il dabigatran. Questi farmaci sono spesso meglio tollerati, più semplici da usare e più sicuri, soprattutto perché hanno un minor rischio di sanguinamenti gravi nel cervello. Inoltre:
- Non hanno interazioni con il cibo.
- Hanno meno interazioni con altri farmaci.
- Non richiedono controlli frequenti del sangue.
- Il dabigatran ha un antidoto chiamato idarucizumab che può fermare rapidamente il suo effetto in caso di sanguinamento.
Informazioni per pazienti già in terapia con AVK
Per chi usa già AVK, è importante sottolineare che con dabigatran:
- Non serve fare prelievi di sangue per regolare la dose.
- Non è necessario limitare certi alimenti.
- Il rischio di ictus emorragico è ridotto del 69-74% rispetto agli AVK.
- È disponibile un antidoto efficace.
Informazioni per pazienti che iniziano ora la terapia
Per chi non ha mai preso anticoagulanti, è fondamentale rassicurare sulla sicurezza del dabigatran e spiegare in modo semplice i vantaggi rispetto ad altri farmaci, inclusa la presenza dell'antidoto.
Come migliorare l'aderenza
Per entrambi i gruppi di pazienti, è utile lasciare note scritte semplici che riassumano le informazioni date durante la visita. Inoltre, il medico dovrebbe indicare chiaramente le tappe successive della cura, come gli esami da fare e quando effettuarli.
In conclusione
L'uso del dabigatran rispetto ai farmaci AVK favorisce una migliore adesione e continuità nella terapia. Tuttavia, il ruolo, la preparazione e l'esperienza del medico rimangono fondamentali per il successo del trattamento.