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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/11/2021 Lettura: ~3 min

Il ruolo dei Cardiologi nel trattamento interventistico dell’ictus acuto

Fonte
Andreina Carbone, Specialista in Malattie dell’apparato cardiovascolare, UOSD Cardiologia, AOU “Luigi Vanvitelli”, Napoli; Italian Cardiologist of Tomorrow Board Member (ICOT)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1273 Sezione: 2

Introduzione

Il trattamento dell’ictus ischemico acuto è un campo in continua evoluzione. Negli ultimi anni, si è discusso molto sul possibile coinvolgimento dei Cardiologi Interventisti, specialisti abituati a interventi vascolari, nel trattamento endovascolare dell’ictus. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice perché e come i Cardiologi potrebbero contribuire a migliorare le cure per l’ictus, soprattutto in alcune situazioni specifiche.

Che cos’è l’ictus ischemico acuto e come si tratta

L’ictus ischemico acuto è una delle principali cause di morte e di disabilità permanente. Si verifica quando un vaso sanguigno che porta il sangue al cervello si blocca, di solito a causa di un coagulo. Le cause possono essere diverse, come:

  • Coaguli provenienti dal cuore, spesso in persone con fibrillazione atriale;
  • Aterosclerosi, cioè restringimento delle arterie principali del collo o del cervello;
  • Altre cause meno comuni o sconosciute.

Per trattare l’ictus ischemico, si usano due principali metodi di rivascolarizzazione, cioè per riaprire il vaso bloccato:

  • Trombolisi endovenosa (IVT): un farmaco che scioglie il coagulo, da somministrare entro poche ore dall’inizio dei sintomi;
  • Terapia endovascolare (EVT): un intervento per via endovascolare, cioè attraverso i vasi sanguigni, per rimuovere meccanicamente il coagulo.

La trombolisi è efficace ma ha limiti, come controindicazioni e minore efficacia nei blocchi dei grandi vasi. La terapia endovascolare, invece, è risultata superiore soprattutto per questi casi più gravi, e può essere effettuata anche fino a 24 ore dall’inizio dei sintomi in pazienti selezionati con esami specifici.

Perché coinvolgere i Cardiologi Interventisti nel trattamento dell’ictus

La terapia endovascolare richiede competenze specifiche per muoversi nei vasi cerebrali. I Cardiologi Interventisti hanno una grande esperienza in interventi simili, come quelli per l’infarto del cuore, e sono abituati a lavorare con tecniche endovascolari urgenti.

In molti paesi, soprattutto dove mancano abbastanza Neurologi esperti in interventistica, i Cardiologi possono aiutare a garantire che più pazienti ricevano un trattamento rapido e adeguato.

Per poter intervenire in sicurezza, però, i Cardiologi devono seguire una formazione specifica in neurologia, neuroimaging e tecniche endovascolari dedicate all’ictus.

Come si forma un Cardiologo Interventista per trattare l’ictus

La formazione include:

  • Conoscenze teoriche approfondite di neurologia e neuroscienze;
  • Studio del neuroimaging per diagnosticare e selezionare i pazienti;
  • Apprendimento pratico delle procedure endovascolari cerebrali, con un periodo di almeno 12 mesi di training;
  • Partecipazione a team multidisciplinari per acquisire esperienza diretta;
  • Uso di simulatori per conoscere l’anatomia dei vasi cerebrali;
  • Effettuare un numero minimo di procedure sotto supervisione prima di operare in modo indipendente.

Questi passaggi sono stati definiti da società scientifiche europee che hanno creato linee guida e corsi specifici, come il corso EXMINT.

Il futuro della collaborazione tra specialisti

Oggi il trattamento dell’ictus avviene in centri specializzati con équipe multidisciplinari che includono neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi, cardiologi e altri specialisti.

La collaborazione tra le reti di emergenza per l’infarto e per l’ictus è in crescita, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure.

I Cardiologi Interventisti, con la formazione adeguata, possono diventare protagonisti importanti nel trattamento endovascolare dell’ictus, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e a migliorare i risultati per i pazienti.

In conclusione

La terapia endovascolare è un trattamento efficace per l’ictus ischemico acuto, soprattutto nei casi più gravi. I Cardiologi Interventisti, grazie alla loro esperienza in interventi vascolari, possono integrare i team multidisciplinari per offrire questo trattamento, a patto di seguire una formazione specifica in neurologia e neurointerventistica. Questa collaborazione può aiutare a garantire cure migliori e più accessibili a tutti i pazienti, ovunque si trovino.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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