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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/03/2022 Lettura: ~3 min

Tromboembolismo venoso e infezione da virus di Epstein-Barr in una giovane donna

Fonte
Marina Cardellini, Medicina Interna, Policlinico Tor Vergata, Roma. Bibliografia: M Yamazaki et al, 1991 Dec;2(6):771-4. Blood Coagul Fibrinolysis

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Marina Cardellini Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questa è la storia di una giovane donna che ha sviluppato una complicanza importante, chiamata tromboembolismo venoso, in seguito a un'infezione da virus di Epstein-Barr. Il racconto aiuta a capire come si è manifestata la malattia, quali esami sono stati fatti e come è stata gestita la situazione in ospedale.

Che cosa è successo alla paziente

Una donna di 24 anni, con obesità e sindrome dell’ovaio policistico, ha iniziato a sentirsi molto stanca, con febbre, dolore alla schiena e tosse che duravano da circa un mese. Aveva già ricevuto cure a casa con antibiotici e cortisone, ma senza miglioramenti. Successivamente, il suo medico ha diagnosticato una mononucleosi, un'infezione causata dal virus di Epstein-Barr.

Arrivo in ospedale e primi controlli

Quando è arrivata al Pronto Soccorso, era sveglia e senza febbre, ma molto stanca. Gli esami del sangue mostravano un aumento dei segni di infiammazione e dei valori del fegato. La radiografia e la tomografia computerizzata (TC) hanno mostrato un ingrossamento della milza, linfonodi aumentati di numero e dimensioni, e alcune aree di polmonite con versamento pleurico, cioè presenza di liquido intorno ai polmoni.

Diagnosi e decorso in ospedale

  • Il test per il virus SARS-CoV-2 era negativo, mentre il test per la mononucleosi era positivo.
  • Durante il ricovero, la situazione respiratoria è peggiorata, richiedendo ossigeno e antibiotici per via endovenosa.
  • Gli esami successivi hanno evidenziato anemia e un aumento molto alto del D-Dimero, un indicatore che può suggerire la presenza di coaguli nel sangue.
  • La TC con mezzo di contrasto ha confermato la presenza di trombi (coaguli) nei polmoni, chiamata tromboembolia polmonare, e versamento pleurico lieve.
  • Un'ecografia del cuore e degli arti inferiori non ha trovato trombi, ma un'ecografia degli arti superiori ha mostrato un coagulo nella vena basilica del braccio sinistro.
  • Gli esami per altre cause di trombosi e per tumori sono risultati negativi, ma è stata trovata la presenza di un anticorpo chiamato LAC, che può aumentare il rischio di coaguli.

Trattamento e follow-up

La paziente ha iniziato una terapia anticoagulante con un farmaco chiamato Enoxaparina, seguito da un altro anticoagulante orale, Edoxaban. Le è stata anche consigliata una dieta ipocalorica per gestire il peso. Dopo tre mesi, la paziente stava meglio, senza sintomi importanti, e gli esami hanno mostrato la scomparsa dei coaguli e la riduzione dell'infiammazione, anche se l'anticorpo LAC era ancora presente.

Dopo altri tre mesi, la terapia anticoagulante è stata sospesa perché gli esami non mostravano più la presenza di anticorpi che aumentano il rischio di coaguli. La paziente è rimasta in buone condizioni generali e continuerà a essere seguita per controllare la sua salute e il peso.

Relazione tra virus di Epstein-Barr e trombosi

Il virus di Epstein-Barr può attivare il sistema immunitario in modo da far comparire temporaneamente anticorpi come il LAC, che aumentano il rischio di formazione di coaguli nel sangue. Questa situazione è generalmente transitoria e si risolve con il tempo.

In conclusione

In questa giovane donna, un'infezione da virus di Epstein-Barr ha portato a un aumento del rischio di coaguli nel sangue, causando tromboembolismo venoso. Grazie a un'attenta diagnosi e a un trattamento adeguato con anticoagulanti, la paziente è migliorata e i coaguli si sono risolti. Il caso evidenzia l'importanza di monitorare attentamente le complicanze di alcune infezioni virali e di seguire il paziente nel tempo per garantire una completa guarigione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Marina Cardellini

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