Che cosa ha studiato lo studio PROTECT
Lo studio ha coinvolto 5050 pazienti sottoposti a interventi chirurgici importanti non legati al cuore, in 13 centri soprattutto in Cina. Tutti gli interventi duravano almeno 2 ore, con una media di 4 ore.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- un gruppo con temperatura corporea mantenuta a circa 35,5 °C (gestione tradizionale);
- un gruppo con temperatura mantenuta a 37 °C usando una coperta termica e aria calda.
Cosa è stato osservato
Lo studio ha confrontato i due gruppi per vedere se ci fossero differenze nei seguenti aspetti:
- complicanze cardiache, come danni al cuore o arresto cardiaco;
- infezioni gravi della ferita;
- necessità di trasfusioni di sangue;
- durata del ricovero e riospedalizzazioni entro 30 giorni dall'intervento.
Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi in nessuno di questi aspetti. In particolare, mantenere la temperatura a 37 °C non ha ridotto né aumentato il rischio di problemi cardiaci o altre complicanze rispetto a mantenere la temperatura a 35,5 °C.
Che cosa significa questo per i pazienti
Questi risultati indicano che mantenere la temperatura corporea leggermente più alta o più bassa durante interventi chirurgici importanti non cardiaci non cambia i risultati principali per i pazienti. Quindi, entrambe le strategie di gestione della temperatura possono essere considerate sicure in questo contesto.
In conclusione
Lo studio PROTECT ha dimostrato che, durante interventi chirurgici importanti non legati al cuore, mantenere la temperatura corporea a 37 °C o a 35,5 °C non influisce sul rischio di complicanze cardiache, infezioni, necessità di trasfusioni o durata del ricovero. Questo aiuta i medici a scegliere la strategia di riscaldamento più adatta senza preoccupazioni per la sicurezza.