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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/05/2022 Lettura: ~2 min

SGLT2 inibitori e riduzione del rischio di iperkaliemia: un valido alleato

Fonte
Neuen BL et al. Circulation. 2022. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.121.057736.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2i) sono farmaci che possono aiutare a ridurre un problema chiamato iperkaliemia, cioè un eccesso di potassio nel sangue. Questo è importante perché l’iperkaliemia può aumentare il rischio di problemi al cuore e rendere difficile l’uso di altri trattamenti utili in persone con diabete, problemi renali o scompenso cardiaco. Qui spieghiamo come gli SGLT2i possono essere un aiuto prezioso in queste situazioni.

Che cos’è l’iperkaliemia e perché è importante

L’iperkaliemia significa avere troppo potassio nel sangue. Il potassio è un minerale essenziale per il funzionamento del cuore e dei muscoli, ma se è troppo alto può causare aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari che possono essere pericolosi.

Questo problema è più comune in persone con diabete di tipo 2, insufficienza renale cronica (cioè una ridotta funzione dei reni) o scompenso cardiaco. In questi casi, l’iperkaliemia può limitare l’uso di farmaci importanti come gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) e gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi (MRA), che invece aiutano a proteggere cuore e reni.

Il ruolo degli SGLT2 inibitori

Gli SGLT2 inibitori sono farmaci usati principalmente per il trattamento del diabete di tipo 2. Studi recenti hanno mostrato che questi farmaci possono anche ridurre il rischio di iperkaliemia grave, cioè con livelli di potassio molto alti nel sangue (uguali o superiori a 6.0 mmol/L).

Risultati di una grande analisi scientifica

Una metanalisi, cioè uno studio che ha raccolto e analizzato dati di 6 studi clinici importanti, ha coinvolto quasi 50.000 pazienti con diabete di tipo 2 e alto rischio cardiovascolare. Tra questi, circa il 3,5% ha sviluppato iperkaliemia grave.

Questa analisi ha mostrato che l’uso degli SGLT2i ha ridotto il rischio di iperkaliemia grave del 16% rispetto a chi non li assumeva. Questo effetto è stato osservato in diversi gruppi di pazienti, anche in quelli con differenti livelli di funzione renale, con o senza danni ai reni (albuminuria), con storia di scompenso cardiaco o che assumevano altri farmaci come diuretici, RAASi o MRA.

Inoltre, è importante sottolineare che gli SGLT2i non hanno aumentato il rischio di ipokaliemia, cioè livelli troppo bassi di potassio nel sangue.

Perché questi risultati sono importanti

Riducendo il rischio di iperkaliemia grave, gli SGLT2i possono permettere ai medici di utilizzare meglio e in modo più sicuro i farmaci RAASi e MRA, che sono fondamentali per proteggere cuore e reni nei pazienti con diabete di tipo 2, insufficienza renale cronica e scompenso cardiaco.

In conclusione

Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2i) rappresentano un valido aiuto per ridurre il rischio di iperkaliemia grave in persone con diabete di tipo 2 e problemi cardiaci o renali. Questo permette di migliorare la gestione della terapia con altri farmaci importanti, con un beneficio complessivo per la salute del cuore e dei reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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