Che cos'è l'arresto cardiaco e perché è importante
L'arresto cardiaco può avvenire in ospedale (chiamato IHCA) o fuori dall'ospedale (chiamato OHCA). Ogni anno, migliaia di persone ne sono colpite negli Stati Uniti e in Europa. Le linee guida per trattare questa emergenza sono simili in tutto il mondo, ma la sopravvivenza dipende da molti fattori, come la velocità di intervento e la preparazione di chi assiste.
Dati dal registro svedese della rianimazione
La Svezia ha un registro molto importante che raccoglie dati su questi arresti cardiaci da molti anni. Questo registro ha permesso di studiare oltre 100.000 casi di arresto fuori dall'ospedale dal 1990 al 2020 e più di 30.000 casi dentro l'ospedale dal 2004 al 2020.
Andamenti nella sopravvivenza fuori dall'ospedale (OHCA)
- La sopravvivenza è aumentata dal 5,7% nel 1990 al 10,1% nel 2011.
- Da allora, la sopravvivenza è rimasta stabile.
- La rianimazione eseguita da persone presenti al momento dell'arresto è cresciuta molto, dal 31% all'82%.
- Il tipo di ritmo cardiaco che può essere trattato con la defibrillazione è diminuito nel tempo.
- L'uso di alcune tecniche di trattamento, come la gestione della temperatura corporea, è diminuito negli ultimi anni.
Andamenti nella sopravvivenza dentro l'ospedale (IHCA)
- La sopravvivenza è aumentata del 18% dal 2004 al 2020, con un miglioramento più evidente nell'ultimo decennio.
- La causa principale dell'arresto, come l'infarto, è diminuita nel tempo.
- Anche qui, il ritmo cardiaco trattabile con defibrillazione è diminuito.
Esiti neurologici dopo la sopravvivenza
Circa il 90% delle persone che sono sopravvissute, sia dentro che fuori dall'ospedale, ha avuto conseguenze neurologiche leggere o assenti, cioè senza gravi danni al cervello.
In conclusione
Negli ultimi 30 anni, la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco fuori dall'ospedale è più che raddoppiata, mentre quella dentro l'ospedale è migliorata in modo più graduale, soprattutto nell'ultimo decennio. Tuttavia, il tipo di arresto più facilmente trattabile è diventato meno frequente. Nonostante ciò, la maggior parte dei sopravvissuti mantiene buone condizioni neurologiche.